“Prigione senza tempo!?” ripetè Fabio.
“Esattamente!” confermò madonna Bresini.
“Qui il tempo non scorre, se guardi fuori lo puoi vedere con i tuoi occhi.” disse il signor Grossi indicando una delle feritoie. Fabio si avvicinò e guardò, come meglio poteva, fuori. Non era buio, ma non era nemmeno giorno, tuttavia la cosa che lo sorprese di più fu poter vedere: l’aurora boreale. “Ma come?” chiese incredulo. “Non si tratta di quello che pensi.” lo fermò Grossi. “Si tratta di un fiume, è assurdo lo so. Questo mondo è tutto assurdo” riffletté ad alta voce l’uomo. Il ragazzo non lo ascoltava, guardava entusiasta quel fiume scorrere nel cielo, avrebbe voluto raggiungerlo, scriverci un sonetto; ma qualcosa lo fece tornare coi piedi per terra. La stanza infatti, iniziò a vibrare e Fabio si accorse che non vedeva più il cielo, ma vedeva di nuovo pietra.
“Ci siamo!” annunciò messer Biscagli e si avvicinò a una feritoia, così fecero gli altri, Fabio incuriosito continuò a guardare dalla sua, ma vedeva solo pietra, ogni tanto vedeva altre persone guardare attraverso le feritoie. Si stavano spostando blocchi interi di pietra, era una prigione bizzarra. A un certo punto il blocco della loro cella era più in alto di tutti, tanto che poteva vedere di nuovo il cielo, con il suo fiume. In quel momento il signor Grossi e madonna Bresini esclamarono: “Eccolo!!”.
Fabio e l’uomo andarono verso gli altri due, dagli altri blocchi si sentivano voci che chiedevano: “Lo vedete?”. E quelli rispondevano: “Si!!”. “Che cosa vedete?” domandava Fabio agitato, la donna si spostò e lo fece guardare dalla feritoia e gli disse: “Vedi quel punto luminoso, alla tua destra?”. Il giovane guardò, non riusciva a vedere bene, poi si accorse, che effettivamente c’era una luce, piccola, simile a quella di una stella. Non potè guardare ancora, perché il blocco tornò a spostarsi, si girò verso gli altri, Gertrude gli domandò: “L’hai vista?”.
“Si!”rispose l’altro, ma poi volle una spiegazione su ciò che aveva visto: “Che cos’era? E perché si sta muovendo tutta la prigione?”
Prima che Gertrude potesse rispondergli qualcun altro la precedette:”Quello…”incominciò alzandosi nuovamente Teramene, stupendo gli altri occupanti: “Era un Momentum. In principio questo posto era stato creato per essere un conta ore, non c’era il sole per misurare le ore del giorno, così si pensò a questa soluzione: la misura del tempo sarebbe stata determinata in rapporto alla comparsa di un momentum.”. Teramene, conclusa la spiegazione, si sedette su una sedia al centro della stanza, gli altri erano senza parole e si sedettero attorno a lui, in attesa di sentire di più.
Fabio partì con la domanda, di cui probabilmente era l’unico a non conoscere la risposta: “Che cos’è un momentum?”.
“E’una finestra spazio temporale, un punto d’accesso che collega epoche diverse a questo mondo” intervenì Alessandro
“Epoche diverse?” ripeté Fabio. Il signor Grossi sorrise e proseguì: “Di certo non avrai creduto, che venissimo tutti dallo stesso periodo, no?”
Fabio si guardò i piedi. ” A dire il vero, pensavo foste usciti da un libro” glissò.
Gli altri scoppiarono a ridere, poi messer Biscagli affermò divertito: “Oh no,no…eheh…siamo reali, io vengo dal sedicesimo secolo.”. Madonna Bresini sistematasi la cuffia bianca in testa intervenne con un sorriso: “Io dal dodicesimo secolo.”.
Grossi alzò gli occhi e sorridendo dichiarò “Io dal ventiduesimo secolo.”.
A questo punto toccava a Teramene chiarire la sua origine, ma l’anziano restava in silenzio poi disse: “Siamo alla quarta ora, ancora due e saremo allineati.”.







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