“Allineati!?” domandò Fabio confuso, madonna Bresini lo istruì: “Devi sapere questo: ogni volta che compare un momentum, i blocchi della prigione si spostano, non sono spostamenti a caso, ma seguono, almeno così pensiamo, un percorso stabilito. Ora noi ci siamo mossi verso l’alto, per aver visto per primi la finestra di luce, siamo per forza al primo blocco. Ci vorranno altri due momentum, probabilmente, o almeno seguendo quanto raccontato da messer Teramene, per arrivare al “piano di allineamento” e lì riceveremo la razione giornaliera.”.

“Che altro c’è nel “piano di allineamento”?” chiese il ragazzo. “Oltre a un centinaio di guardie…” sottolineò sarcastico il signor Grossi “poco e niente!” concluse allargando un sorriso falsissimo. Fabio lo guardò accigliato e si rivolse a messer Biscagli: “Ma che problema ha?”. L’altro alzando le spalle gli rispose: “E’ così per natura, non ci badare.”.

“Piuttosto…” cominciò l’uomo:”Tu cosa fai nel tuo tempo?”. Il ragazzo affermò “Io sono uno studente universitario, studio lettere moderne a Pisa.”.

“Ah Pisa!” gli fece eco l’altro e aggiunse: “Grande università! Io ero un intagliatore, creavo oggetti , incidevo su tavolette di legno e creavo figure, a volte sacre, a volte profane oppure ritraevo il  committente stesso.”.

Il giovane  volle sapere come era finito qui e l’altro gli rispose: “Per la verità è stato un caso. Era una notte d’inverno, il vento soffiava forte, io ero in bottega, stavo chiudendo le imposte delle finestre, quando vidi una strana luce provenire dalla montagna. Pensavo a un qualche miracolo, magari a una seconda venuta del figlio di nostro Signore, così andai verso quella luce. Presi poche cose e partii per la montagna, il vento ululava forte e la mia unica guida era quella luce. Più mi avvicinavo più si faceva abbagliante, ma avrei giurato di aver visto una figura umana dentro la luce, però non ebbi modo di capirlo, mi sentii come spinto in avanti verso la luce, che mi portò in questo mondo.” concluse messer Biscagli.

“Il mio non è stato un caso, anzi direi che è stata la mia salvezza venire qui.” incominciò madonna Bresini. “Cosa volete dire?” chiese Fabio con curiosità. “Ebbene…”proseguì l’altra: “Nel mio tempo, le donne erano considerate inferiori, considerate come: “la porta dell’Inferno”.” commentò con un sorriso amaro, proseguì:”Io sono sempre stata una persona curiosa, mi piaceva imparare, conoscere e questo in una società, come quella del tempo non era accettabile. Mio padre mi fece sposare con un…mostro, un uomo che mi faceva odiare la vita, uccideva tutte le mie passioni. Io amavo fare calcoli, studiare i fiori, le erbe, pormi domande. Mi picchiava, perché non riuscivo a dargli un erede, ma la verità è che non poteva lui.

Un giorno non c’è l’ho fatta più, sono andata nei pressi del fiume Lambro e mi sono tuffata, volevo che la corrente mi portasse via per sempre da lui, ma proprio mentre ero sott’acqua, trascinata dalla corrente, si aprì un momentum che mi portò qui e per me fu la prima volta che mi sentii così viva e libera.”.

 

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