“Cornelia Scipione? La figlia di quello Scipione?” domandò esterrefatto Fabio.
“Proprio lei.” commentò il signor De Rosa.
“Scusate, ma chi sarebbe?” volle sapere Marul, imbarazzata, come anche gli altri non umani di non sapere di cosa stessero parlando.
Il signor De Rosa si fece carico di dare qualche spiegazione: “Allora, Cornelia Scipione è stata una grande matrona durante l’età romana, apparteneva a una famiglia patrizia di notevole importanza a Roma: gli Scipioni. La sua fama è dovuta al fatto di essere stata la madre dei Gracchi: Tiberio e Gaio, che tentarono di riformare lo stato romano.”
“Che cos’è accaduto tra lei e Teramene?” chiese Fabio con curiosità.
“Accadde durante il periodo della guerra…” incominciò Madonna Bresini.
“Vedi questo posto doveva fungere come luogo di apprendimento, di pura conoscenza o per meglio dire un contenitore, che racchiudesse il sapere di culture di una moltitudine di civiltà e di differenti periodi storici. Un mondo, dove si potesse condividere la cultura, insegnare la Storia, creare generazioni di intellettuali, che avrebbero diffuso questo sapere per il mondo o per l’universo. Avevamo tutti grandi speranze, ma presto dovemmo fare i conti con la realtà. Per molti risultò difficile cambiare le cose senza intervenire direttamente nel corso della storia, si cominciò a pensare che non fosse giusto non rivelare al mondo da cui ognuno di noi proveniva, eventi che sarebbero accaduti in futuro.” si fermò un istante, Fabio ne approfittò per porre una domanda: “Ma qual’è la ragione per cui non si deve intervenire sugli eventi, se si ha la possibilità di farlo?”.
Intervenne il signor De Rosa: “Il terzo principio della dinamica insegna: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Questo vale nella fisica, quanto nello scorrere del tempo. Ogni singolo evento ha una sua importanza, cambiarne anche uno solo…un dettaglio,potrebbe provocare gravi catastrofi. E’ già successo purtroppo.” disse grave.
“È già accaduto quindi?” chiese Lomar
“Si.”rispose triste Madonna Bresini, “Durante il cosiddetto medioevo ellenico o età buia. Prima delle poleis, in Grecia, ci fu un periodo che rimase senza memoria. Non esiste alcuna fonte scritta o oratoria, questa storia non ve la racconterà nessun libro di Storia. Una volta stava con noi Cassandra, una donna straordinaria, intelligente…troppo intelligente per il periodo da cui proveniva. Il mentore la volle portare qui, perché sarebbe stata di grande utilità. Effettivamente, ebbe ragione, Cassandra apprendeva in fretta, molte cose, da tante culture. Iniziò a fare viaggi, accompagnando il mentore a reclutare persone, a comprendere il mondo. Ebbe modo di conoscere il futuro della sua gente e quello di tutta la Grecia e ne rimase scioccata. Cercò invano di convincere il mentore a cambiare le cose, ma lui fu inamovibile sulle sue posizioni. Lei questo non glielo perdonò mai e cercò in tutti i modi di far sapere alla sua gente il loro futuro, ma il prezzo che pagò fu altissimo. Intervenendo direttamente e cambiando il futuro si sparse la voce, che fosse in grado di prevederlo. I re e signori della guerra di tutta la Grecia iniziarono delle lunghe guerre per avere lei. Questo conflitto distrusse quasi tutta la Grecia”.
“Ma tutto questo, cosa c’entra con i motivi dell’ostilità tra Cornelia e Teramene?” domandò Dan, sfiancato da questa lunga lezione di Storia. “Ci sto arrivando.” rispose stizzita l’altra.
“Cassandra perse tutto: la casa; la patria; la famiglia. Prima di morire da suicida scrisse diversi codici, che sparse per tutto il mondo conosciuto, tramite servi fidati. In questi codici lei svelò il nostro segreto: l’esistenza di questo mondo, la possibilità di controllare il tempo e la Storia. Fu il suo testamento, l’inizio della sua vendetta personale contro il mentore. Nel corso dei secoli, diversi uomini e donne di potere, di differenti epoche e da ogni parte del mondo entrarono in possesso di questi codici. Scoprirono l’esistenza di questo posto e inviarono numerose spedizioni; iniziarono a dare la caccia a noi maestri itineranti, attraverso i loro agenti, che in alcune circostanze arrivarono anche in questo mondo per apprendere il nostro sapere. Il mentore prese la decisione di distruggere tutti i portali di accesso a questo mondo sulla Terra. Prima che riuscì a distruggerli tutti però, giunsero in migliaia, soldati di diverse nazioni da tutto il mondo, da epoche lontane. Eravamo pochi per combattere contro tutti loro, anche se, questi cominciarono a guerreggiare tra loro. Ciò diede tempo al mentore di distruggere i portali restanti. In questa cornice, Cornelia non volle schierarsi, rimase neutrale al conflitto, non era venuta qui per la guerra, nemmeno noi però. Non fu la sola, sia chiaro, ma Teramene prese questo gesto come un affronto, perché fu proprio lui a portare Cornelia qui.”
“Storia interessante, per carità, ma avrebbe potuto limitarsi alle ultime frasi per spiegarlo.” sottolineò Dan
La donna lo guardò indignata, e cominciò a discutere animosamente con l’uomo.
“Che ne dite di scendere?” gridò verso il gruppo rimasto sulla nave ser Guglielmo, di ritorno con l’altro gruppo e Teramene.
Si diressero tutti insieme verso l’ingresso dell’apertura e lì trovarono di fronte una donna, aveva i capelli scuri e gli occhi del colore del miele. Portava una lunga tunica bianca senza maniche, alla vita una cintura con un fermaglio a forma di foglia al centro. Indossava un anello di diamanti, al dito indice della mano destra e al collo aveva un ciondolo.
Quando il gruppo fu davanti a lei il signor De Rosa fece un breve inchino e disse: “Salute Cornelia!”.








Lascia un commento