«Salute a voi Rodolfo!» salutò la donna con voce ferma, accennando un breve inchino.
«Cosa vi conduce qui» chiese ancora lei.
«Vorremmo approfittare del passaggio che sorvegliate per giungere ad Atlantide» rispose cortese l’altro.
«Seguitemi dunque!» li invitò Cornelia.
Attraversarono uno stretto passaggio scavato nella roccia, una volta usciti da lì, Fabio si trovò di fronte uno spettacolo unico; infatti,davanti a lui stava una grande massa d’acqua, che si apriva in due enormi ali. L’acqua saliva verso l’alto, scorreva senza avere una direzione. In mezzo, tra le due ali, stava un sentiero molto lungo, ai cui lati disposti a distanza di qualche metro l’uno dall’altro erano posizionati, sopra piccole colonne, dei bacili di pietra
«Che cos’ è?» chiese Fabio meravigliato da quello spettacolo, come molti altri del gruppo.
«Quella che vedi è…vita!» rispose la matrona.
«Vita?» fece eco l’altro.
«Sono i ricordi delle vite di tutte le persone sia quelle esistite sia di quelle ancora in vita.» spiegò Cornelia.
«Anche la mia? Ma perché?» domandò sorpreso il ragazzo.
«Certamente, ogni vita ha un valore e una storia diversa da raccontare, tutte insieme costituiscono la storia della razza umana. Quale ragione ci deve essere in più se non preservare la memoria di chi siamo?» disse lei.
Fabio non capì, se avrebbe dovuto rispondere alla domanda e rimase in silenzio, d’altronde la matrona non sembrava attendere una risposta, infatti puntò un dito in alto, immediatamente dall’acqua uscì una piccola bolla luminosa, che rimase a galleggiare sopra il dito di Cornelia, finché lei non portò il dito sopra uno dei bacili di pietra, allora la bolla cadde sul bacile, come una goccia, formando uno specchio d’acqua luminoso. Tutti si avvicinarono e videro in quello specchio episodi della vita della matrona: la giovinezza, i figli, l’incontro con il Mentore fino ad arrivare a quel momento e poi rincominciare.
Alcuni chiesero: «ma perché non mostra cosa accadrá dopo?»
La donna spiegò: «non posso vedere scelte che non ho ancora fatto, il futuro non è qualcosa di predestinato, ma è in continuo mutamento, ricordatevelo!»
Mise il dito indice sull’acqua, questa prese a vorticare e tornò una sfera; la matrona volse il dito verso l’alto e lasciò andare la sfera e invitò il gruppo a seguirla.
Li porto oltre il sentiero che divideva in due ali la massa d’acqua e lì prese congedo, invitandoli a proseguire.
«Da qui, potrete arrivare con sicurezza alla città, vi auguro buona fortuna, ne abbiamo tanto bisogno in questi tempi, in cui, in molti hanno dimenticato la speranza e le aspettative con cui è nato questo posto.» affermò speranzosa lei.
Si volse poi a Teramene: « Sono contenta che tu sia vivo!»
«Non ho nulla da dirti Cornelia, tu hai tradito la nostra amicizia e questo posto che tanto decanti di proteggere.» commentò gelido lui.
Cornelia non replicò, rimase impassibile, le parole ormai non la ferivano più da tanto tempo.
Fabio la guardò allontanarsi e la vide fiera, senza alcun indugio, una donna che aveva visto tanto nella sua vita e non vi era più nulla che potesse piegarla, forse solo il calore della morte.
E il ragazzo dunque marciò verso la prossima meta di questo suo viaggio, in un mondo senza tempo.







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