La guerra ha una motivazione valida?

Ieri sera ho discusso di questo argomento,  su cui mi sono irrigidito, con un amico, perché io sostenevo che la guerra non avesse motivazioni valide, destando lo stupore di lui, proprio perché, visto il mio grande interesse per la Storia avessi una posizione così netta rispetto a come le guerre hanno avuto nella Storia, sempre, delle motivazioni legate a interessi di varia natura. Questo è vero! Ho avuto modo di rifletterci bene e il pensiero del mio amico aveva una sua ragione; ma lasciando da parte la Storia, come cittadini del mondo, abitanti della Terra, esseri umani vi chiedo e domando anche a me stesso: la guerra ha una motivazione valida?

Negli ultimi dieci anni ho potuto assistere, da spettatore consapevole, a molti teatri di guerra, guardando non tanto da un punto di vista del passato, per cui è inutile giudicare, ma vivendo il momento presente, consapevole delle conseguenze che hanno portato in molte parti del mondo,  pertanto non mi sento di giustificare o di recepire le motivazioni per cui tante guerre, tutt’ora in corso, abbiano avuto inizio.

Pensando alla Siria, per esempio, si sono mossi certamente interessi di carattere economico, politico e militare, ma di cui a farne le spese è stato un popolo e delle cui conseguenze prima o poi bisognerà pagare il conto, come è stato per la guerra in Iraq, e per quelle in: Afghanistan, Palestina e infine quelle dimenticate nel Continente Africano.

Il gioco vale la candela?

Al momento, la situazione del mondo vede i principali attori (Russia, Cina, USA) cercare di avere una supremazia da ogni punto di vista, ciascuno sulla pelle dell’altro, pur consapevoli tutti di essere sullo stesso piano. Di questo se ne è avuta una prova evidente con il braccio di ferro contro la Corea del Nord; una vicenda che ha visto sia la Russia sia la Cina correre ai ripari per evitare una guerra nucleare.

La situazione attuale mi ha ricordato quella che c’era durante il Rinascimento, tra gli Stati Italiani nel periodo che andò dal 1453 al 1492; in quel periodo infatti, salvo scaramucce di frontiera, si assicurò una durevole pace  nella penisola, perché i principali attori di quel periodo (Firenze, Venezia, Milano…) erano consapevoli di non poter imporre la propria supremazia agli altri.

Quello che voglio dire  è che si è già consapevoli di questo equilibrio globale nel presente, eppure si creano dei vespai inutili, perché convinti che siano soluzioni sufficientemente pragmatiche.

 

 

 

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