Walter beveva il suo caffè davanti al computer, fissava il foglio bianco di Word da ore, continuava a rimuginare sul suo sogno. Si chiedeva ormai su come riuscire a distinguere la realtà dalla sua immaginazione, come poteva salvare la sua mente?
Decise che ne avrebbe parlato con una persona di fiducia: la signora Cullen. L’anziana donna era la maestra delle elementari che lo aveva spronato a scrivere storie dei suoi personaggi immaginari.
La Cullen viveva a Pasadena, in un quartiere abbastanza tranquillo della periferia; vivendo ormai da sola, dopo la scomparsa del marito, passava buona parte del suo tempo all’Huntington, trascorrendo ore nei Giardini Botanici o nella Biblioteca dell’istituto.
Spendeva almeno 30 dollari al giorno tra mezzi, biglietto d’ingresso per l’Huntington, ma per lei erano soldi ben spesi, alimentavano la sua curiosità, era di un forte temperamento la signora Cullen e l’avanzare dell’età l’aveva convinta di una cosa importante che ripeteva sempre: si impara dalla vita e della vita ogni giorno.
Walter prese dunque l’auto e si recò dalla sua ex-insegnante, ci impiegò almeno 40 minuti da casa sua. Giunto all’istituto Huntington pagò regolarmente il biglietto e chiese della signora Cullen, uno dei custodi, che ormai vedeva entrare e uscire la signora Cullen da tempo gli disse che a quest’ora poteva trovarla al Giardino Giapponese.
Il Giardino Giapponese era uno dei più visitati dell’istituto, costruito per volere di Henry E. Huntington che lo fece costruire da maestranze giapponesi agli inizi del Novecento, ancora oggi suscitava il fascino e l’eleganza dell’Oriente per i tanti turisti che da tutto il mondo giungevano lì.
L’anziana signora osservava il giardino dal ponte a mezza luna, non vi era ancora molta gente quel giorno; la luce del sole illuminava tutto il giardino, regalandogli una bellezza fuori dal comune.
Walter si avvicinò alla sua insegnante che lo salutò radiosa: «Buongiorno Walter!»
«Buongiorno Ether!» la salutò lieto l’altro.
«Avvicinati dai, stai un poco con me!» lo invitò lei. Lo scrittore si mise accanto alla sua insegnante, che lo prese sottobraccio, rimasero in silenzio osservando quel meraviglioso Eden davanti a loro.
Infine i due presero a fare due passi, Walter allora spiegò il suo problema alla signora Cullen, che ascoltò in silenzio tutta la narrazione dell’allievo senza battere ciglio, quando l’uomo concluse lei disse: « Vuoi affrontare il problema? Vacci incontro, hai sempre cercato di aggirare i problemi, come mi ha sempre detto tua madre, il modo migliore per risolvere questa cosa è parlare coi tuoi personaggi, presta attenzione a quello che hanno da dire, scrivi dei tuoi sogni.»
Walter non si sentiva rassicurato, ma volle seguire il consiglio della signora Cullen, lo aspettava una lunga notte. Continua…







Lascia un commento