Le sigle che animano la politica italiana sono tante, assomigliano più a dei farmaci per il mal di testa, tutti hanno la funzione di antinfiammatorio, ma nessuno di loro è efficace. Che fare dunque? Ti tieni il mal di testa.
Accade che quando si avvicinano le campagne elettorali tutti i partiti si accapigliano per dare la loro cura al paese, per definire l’Italia che vogliono. C’è chi parlerà di immigrazione, in toni diversi; di politica economica, di lavoro, di scuola, di Europa, perché sono i temi che scottano. Tutti imposteranno delle priorità da seguire, da qui a cinque anni, qualcuno cercherà di rivendicare i risultati ottenuti, quando era al governo.
E noi? Gli elettori? Che faremo, probabilmente la maggior parte di noi non voterà, alcuni per sfiducia nei confronti di questa classe dirigente, che per fare dichiarazioni ha scoperto i social, (mai l’avessero fatto, ci saremmo rispiarmiati un sacco di menate!) invece di dotarsi di un ufficio stampa. Poi ci saranno quelli che non voteranno proprio per sfiducia nel proprio paese, che è la cosa più triste, si tratta di un fallimento non come nazione, ma come collettività.
Poi ci saranno quelli che davvero voteranno per questa classe dirigente, alcuni partiti saranno premiati e altri no, normale amministrazione. Non aspettatevi un vincitore, il caso della Germania insegna, come anche le ultime elezioni nel lontano 2013, dove non vinse nessuno e si tornò alle coalizioni, ma per dove siamo ora le coalizioni sono un bene o un male?
Chi vi parla, non vi darà una risposta, perché si domanda la stessa cosa e non può che pensare, come molti di voi a tutto quello che vorrebbe per questo paese (ma i sogni son desiderii, di felicità!), a tutte quelle cose sbagliate che vorrebbe fossero corrette e l’elenco sarebbe troppo lungo. Non resta che incrociare le dita, ma vi scongiuro non aspettatevi alcun Messia, Uomo Solo, Homo novus…chi più vi piace, non ve ne è bisogno.







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