Il dibattito sulla legge elettorale affascina sempre la cronaca nazionale e con oggi abbiamo la certezza di avere una legge che ci dovrebbe permettere di andare a votare, che gioia!! Ne abbiamo una, che speriamo resti costituzionale, visto le ultime, l’Italicum e il Porcellum. Ora magari questa legge non sarà né la migliore né la peggiore, è frutto di un testo politico, ma allora cos’è questa sensazione di amaro che mi preme? Probabilmente il fatto che si è attribuito necessario ridurre il dibattito a un si o no, attraverso la fiducia, ma non una, ben cinque, per far passare una legge. C’è chi dirà, che non è contro alcun regolamento e probabilmente è così, ma la necessità di una tale fretta a cosa è dovuta? Come mai non è stata usata la medesima frenesia per provvedimenti più urgenti, in favore di chi ha davvero bisogno di aiuto? C’è chi mi potrà tacciare di populismo per questo, ma io non comprendo davvero il perché di un tale slancio per una legge elettorale. Nessuno di noi penso abbia fretta di votare, si può anche dire che questa è una legge nata da una iniziativa parlamentare, con lo scopo di ridare la dignità al Parlamento di fare la legge elettorale e allora perché ha dovuto metterci mano il governo, che ha ben altre responsabilità? Io non capisco.

Lorenzo Bertini

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