È di questi giorni la notizia dell’uscita di un libro rivelazione sul dietro le quinte di uno dei personaggi più discussi del momento: il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, che stando a quanto dichiara Michael Wolff nel libro: “Fire and Fury”, negli ambienti della Casa Bianca Trump è ritenuto un imbecille, un uomo che non ascolta, non legge e inadatto a governare.

La risposta del presidente non si è fatta attendere e ha detto non solo di non essere intelligente (cosa su cui già molti speculavano credo!), ma di essere addirittura un genio.

Il risultato che poteva ottenere Trump è lo stesso che a suo tempo aveva ottenuto Papa Pio IX, quando proclamò la bolla Pastor aeternus il 18 luglio 1870, con cui dichiarava la propria infallibilità, ossia una pernacchia.

Mentre Papa Pio IX ha perso infatti Roma e il proprio potere temporale, Trump al momento rischia di dover sottoporsi solo a un test d’intelligenza, che sarà senz’altro proporzionata al suo ego smisurato, ma ora andiamo a misurare il genio sul campo.

A partire dalla delicata situazione tra Israele e Palestina, dove l’intervento a gamba tesa del presidente americano è parso come un ultimatum più che una mediazione: http://www.repubblica.it/esteri/2018/01/03/news/trump_minaccia_i_palestinesi_stop_ai_fondi_se_rifiutano_negoziati_con_israele_-185697810/;

beh qua che lo dico a fare, in politica estera è sempre una questione di misure in fondo: http://www.ilgiornale.it/news/politica/usa-corea-guerra-bottoni-trump-mio-pi-grosso-1479706.html.

Ora questi sono esempi di come un uomo che ha avuto una carriera prima da imprenditore poi da showman non debba occuparsi di politica, bensì di teatro o di cinema, se non altro come attore ha già ottime referenze:

 

 

 

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