Ieri ho visto il film “L’Ora più buia”, chi non conosce la trama deve sapere che il film ripercorre l’inizio dei momenti più bui della Seconda Guerra Mondiale, in cui il primo ministro Winston Churchill (Gary Oldman) deve fare i conti con la precaria situazione dell’esercito britannico intrappolato a Dunkirque, una situazione in cui l’opzione più comprensibile sarebbe quella di chiedere la pace a Hitler. Un opzione che Churchill è convinto che la Gran Bretagna non può e non deve prendere in considerazione, convinto che con Hitler non sia possibile parlare di pace.
Questa è la sostanza ed il principio da cui intendo partire. Perché?
Ieri sembrava che stesse per risolversi finalmente la più grave crisi della Storia repubblicana con la nascita finalmente di un Governo, dopo 83 giorni, e invece siamo finiti nell’ora più buia della Repubblica, in cui alla crisi partitica si è aggiunta quella dell’ ossatura dello Stato.
Il presidente Mattarella non ha firmato il decreto per la nomina del ministro dell’Economia, ha posto il veto sul nome prescelto, resistendo alle pressioni dei partiti della maggioranza, Lega e 5stelle, che non hanno offerto un alternativa al capo dello stato, il quale ha seguito il proprio ruolo, tutelando così i principi della Carta Costituzionale, in particolare l’articolo 92 della Costituzione.
Ora il dado è tratto, gli schieramenti si preparano l’assalto e c’è chi parla già di impeachment, tra cui lo stesso onorevole Luigi di Maio, che fino a questo momento non faceva che lodare l’operato del Presidente Mattarella e che improvvisamente è diventato il nemico del popolo, l’ostacolo al cambiamento e non un garante.
In questa circostanza il presidente è come un grande albero solitario, circondato dalle fiamme, la cui unica forza sta nelle radici robuste che gli hanno dato vita.
Ora non so dire tra quanto, ma ritorneremo al voto, ci aspetta un’altra campagna elettorale, in cui sentiremo di tutto, in cui il nemico per molti di noi sarà dentro e fuori il paese e noi ci schiereremo da una parte o dall’altra. Ci faremo del male, spero non fisicamente, perché siamo incapaci di non combattere contro noi stessi e di trattarci come concittadini, fratelli e sorelle d’Italia. Vediamo nemici ovunque, perché ci è stato insegnato che l’Italia non ha amici, ha solo persone che combattono contro i suoi interessi.
L’Europa è lungi dall’essere perfetta, anzi è più divisa che mai e non parla con una voce sola, ma rappresenta il culmine di un processo durato 70 anni, dopo secoli in cui nel continente europeo non si è fatto altro che combattere e uccidersi a vicenda. Siamo italiani, ma siamo parte di quei 500 milioni di persone che vivono in Europa, per tale motivo siamo italiani esattamente come siamo francesi, spagnoli, tedeschi, polacchi, croati…. Quello che ci manca è una classe dirigente, che deve smettere di appellarsi alle nostre paure, per raccattare voti, ma offrire soluzioni concrete ai problemi, essere d’esempio ai cittadini nel rispetto della legge e delle istituzioni, due elementi imprescindibili per uno stato di diritto.
Lorenzo Bertini







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