Harold Tool stava a guardare fuori dalla finestra della sua camera d’ospedale, oggi aveva saputo dai medici che gli restava ormai poco tempo da vivere. Guardava la finestra da ore, quando poi decise infine di alzarsi e di andare fuori. Uscì dunque dalla sua stanza e andò verso l’ascensore, nessuno badò a lui finché un infermiera non lo chiamò: «Signor Tool dove pensa di andare?»
L’uomo parve sbigottito dalla domanda: «Secondo lei? Guarire non posso, lasciatemi almeno la possibilità di scegliere come morire e dove farlo.»
E lei rispose: «Lei è molto malato, ha bisogno di risposo!»
«Figliola capisco la sua apprensione, ma io sto per morire e prima di farlo voglio far ascoltare la mia voce al mondo, voglio chiudere io il sipario, me lo lasci fare per favore.»
La donna alzò le braccia in segno di resa, il vecchio sorrise e scomparve dietro l’ascensore.
Il signor Tool uscì dall’ospedale e si diresse verso il lungomare, a un certo punto vide tre giovani ragazzi importunare una ragazza, che leggeva seduta su una panchina.
Avvicinatosi l’anziano disse loro: «Se voi siete la futura generazione di leader americani l’America ha un bel problema, avrà una classe dirigente piena di rincoglioniti.»
«Ma che cazzo vuoi vecchiaccio!?» urlò uno.
«L’estrema unzione, me la vuoi dare tu?» rispose a tono l’altro.
Il ragazzo lo guardò attonito, la risposta l’aveva lasciato interdetto, ma decise di lasciar perdere, la gente guardava e andò via coi suoi amici.
L’anziano si accomodò stanco accanto alla ragazza e le disse: “se questi sono i suoi possibili pretendenti, meglio che lei sia lesbica o una monaca.”
“Rivolge opinioni non richieste a ogni sconosciuta che incontra?” domandò seccata l’altra.
“Mi scusi, sono sempre stato pessimo nel parlare. Le voglio dire solo che le decisioni importanti si prendono una volta sola, perciò scelga bene a chi donare il suo cuore.”
E detto ciò si alzò e continuò la sua ultima passeggiata.
Si fermò da un food truck, dove prese un panino con pollo, mostarda e cipolle rosse e lodò il padrone del chiosco itinerante per la bontà di quel cibo.
E l’uomo inorgoglito dalle parole dell’anziano gli disse: « Eh sa faccio da vent’anni questo mestiere, ho girato tutta la costa Ovest e la costa Est alla ricerca di sapori nuovi da sperimentare, mi piace far mangiare bene la gente, renderla felice per quei dieci minuti che si fermano qui da me.»
«È molto bello questo, gratificante no?» commentò l’anziano.
«Già, ma sa a volte rimpiango di non avere più un ristorante, come quando ho iniziato, sa giusto per avere un posto da chiamare casa.» confidò l’uomo.
«Faccia un ristorante allora, se conosce già la sfida, perché tirarsi indietro prima di provarci?» gli rispose di rimando il signor Tool.
«Lei ha ragione, ma sa ci vogliono tanti soldi, gli spazi, le persone.» spiegò l’altro.
«Cominci a fare un progetto, dia forma alla sua idea, il suo sogno e poi cerchi le persone con cui realizzarlo.» concluse l’anziano pulendosi la bocca con un fazzoletto.
Pagato il panino, nonostante le rimostranze del padrone del food truck, che voleva anzi offrirgli un altro panino, il signor Tool si allontanò e proseguì la sua passeggiata.
Si sentiva molto stanco, ma voleva arrivare alla spiaggia e quando la raggiunse vide una giovane coppia coi loro bambini, si avvicinò al padre di famiglia che parlava al cellulare e guardava nel frattempo la sua famiglia, salutava i suoi bambini.
Conclusa la sua telefonata, il signor Tool sbottò: «Ha una famiglia bellissima mio caro signore, so bene il fardello che ha sulle sue spalle, ma non dimentichi mai di parlare coi suoi figli e di amare sua moglie sempre.»
«Mi scusi?» rispose l’altro contariato.
«Lasci perdere, sono le parole di un vecchio stanco e brontolone. Mi scusi.» tagliò corto il vecchio e si allontanò, sotto lo sguardo confuso dell’altro uomo.
Il signor Tool camminò ancora un po’, il sole scendeva nell’oceano e l’uomo sedutosi sulla sabbia disse a voce alta: «Ho detto così male quello che avevo da dire, ma è così difficile farsi capire. Pazienza, ormai non c’è più tempo e sono troppo stanco per fare altro, è ora di dormire.»
Il signor Tool chiuse gli occhi, la sera ora scendeva e un’altra vita si spegneva.







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