Di tutte le cose più assurde che si possono vedere nella propria vita, “la marcia urlante” è stata la più singolare.
Accadde una notte di luglio, ero appena tornato da una serata coi miei amici, quando, dopo che ebbi parcheggiato la macchina, udì delle grida, non erano tanto distanti e nonostante mi inquietassero un po’, decisi di andare a scoprire la loro origine. Per sicurezza presi il cellulare e composi subito il numero delle emergenze, nel caso avrei potuto chiamare subito aiuto se mi fossi sentito in pericolo.
Le grida proseguivano e più mi avvicinavo, più potevo sentire anche delle frasi urlate, che si trattasse di un raduno? E poi li trovai, un gruppo di almeno 40 persone, di tutte le età, che camminavano e urlavano frasi, quasi slogan. Me li ritrovai davanti a me, il gruppo si zitti e io rimasi immobile, uno di loro venne verso di me e mi salutò:
– Buongiorno! Non si preoccupi, non vogliamo farle del male, stiamo solo passando per il nostro percorso di routine. –
Parlava con la voce un pochino bassa, probabilmente a furia di urlare non ne aveva quasi più.
– Buongiorno! Un percorso di routine? Ma chi siete voi? – domandai.
– Io sono Giacomo Perrone e questo è il mio gruppo di terapia, ci troviamo ogni weekend alle quattro di notte e camminiamo fino all’alba urlando. – rispose l’altro affabile
– Io sono Davide Perini, mi scusi ma che terapia fate? – chiesi scettico.
– Lo so, può sembrare assurdo… – ammise il signor Perrone – ma quando ho cominciato a farlo per conto mio, mi sono reso conto di quanto possa essere terapeutico urlare la propria rabbia, il proprio dolore, la propria frustrazione, il malessere che magari non riusciamo a sfogare. Ho raccontato la mia esperienza ad amici e ho cominciato ad avere compagnia a ogni weekend, poi la cosa è cresciuta, adesso siamo quarantaquattro, di ogni tipo di professione, età, uomo o donna non ha importanza, abbiamo bisogno gli uni degli altri. – spiegò fiero lui.
– Wow, è davvero impressionante, ma camminate e urlate così a caso? – volli capire
– Noo! – Si affrettò a dire l’altro – Perché non si unisce per stasera a noi e non lo scopre? – mi domandò allora.
Mi lasciava perplesso, ma la curiosità era troppa, così mi incamminai con loro e capii quello che voleva dire.
Dopo un poco che camminavamo sentii una delle persone dire: “AAAH, COME FACCIO A FARE 3 ESAMI IN UN MESE!” e tutti gli altri in coro: “AAAH!”. E poi ancora un’altra voce: “AAH IL GOVERNO GIALLOVERDE FA SOLO DEFICIT!” e il coro “AAH!”. Di rimando un’altra persona: “AAAH E ALLORA IL PD?” e tutte le persone “AAH!”.
A quel punto intervenne Perrone che urlò: “OHI! CHE COSA ABBIAMO DETTO RIGUARDO ALLA POLITICA?”
E tutti “AAH!”
Poi ancora un’altra persona particolarmente commossa: “Aah! Nessuno mi ha mai ricambiato in amore!”
E ancora tutte le persone in coro gridavano: “AAH!”
Un gruppo surreale, ma che da voce alle proprie emozioni, come nessuno può fare da solo.
Lorenzo Bertini







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