Governo de che?

Ieri e lunedì ci sono state le votazioni di fiducia al governo, 316 sì alla Camera e 156 al Senato. Se la Camera può stare tranquilla, il Senato insomma, con un maggioranza relativa e il voto a favore di tre senatori a vita, che purtroppo non partecipano alle commissioni, questa nuova maggioranza parte zoppa.

Che senso ha fare un patto di fine legislatura con questi numeri ballerini?

Meglio assicurare il recovery plan in tempi rapidi, fare il piano vaccinale e lo scostamento di bilancio per il DL Ristori e poi andare al voto, magari a Giugno prima del semestre bianco. Alternative migliori non ci sono, chi parla di maggioranze alternative con un altro presidente, per esempio, crede che le cose andranno meglio, magari in un clima più disteso, ma non è così, perché non mancheranno i veti incrociati, i quali hanno contraddistinto tutte le maggioranze costruite finora.

Come cittadini non possiamo stare dietro ai capricci di queste forze politiche incapaci di fare dei compromessi, che guardino all’interesse generale. Il voto potrebbe togliere dall’equazione qualche attore politico, che ha decisamente dimostrato poca lungimiranza e senso delle istituzioni, per non parlare di responsabilità, se poi il governo andrà alla Destra, amen.

Chi sostiene il governo adesso dovrebbe pensare a fare una campagna elettorale vincente e che riesca a convincere gli elettori, diversamente andrà per forza male, ma partire con l’idea che già vinceranno gli altri assicura una alta probabilità di sconfitta.

Si ricordi cosa diceva Murphy:

«Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno la farà in quel modo.»

Lorenzo Bertini

P.S. Questa volta sono stato breve, ma non c’è molto da dire effettivamente, più di quanto non abbiate già letto o sentito nell’ultimo mese e mezzo.

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