Lo Stagista

Tutto comincia con un annuncio, dove spesso trovate le parole: entusiasta, giovane, laureato/a e tempo pieno; accompagnate dalla frase: “la conoscenza dell’inglese è considerata un must”. Fin qui tutto normale, ne troverete anche altri che richiederanno però: preferibile esperienza pregressa (Non fate cadere la mascella per questo).

Ma a cosa fa attenzione uno stagista?Oltre al mansioni previste dal ruolo, c’è l’ASPL (diminutivo di “Aspetta lì”), ovvero quattro elementi fondamentali:

  • Azienda:
  • Se è previsto un rimborso;
  • Possibilità di assunzione;
  • Luogo di Lavoro.

In più, se si tratta ovviamente di un annuncio vero, prima di mandare sempre meglio controllare l’autore dell’annuncio.

La fase successiva è quella di studio, dove si guarda l’azienda, che cosa fa e anche chi ci lavora; per questo parte subito una ricerca su Linkedin, in maniera proprio antisgamo, ecco perché questa fase va fatta prima di mandare qualsiasi cosa. Unica eccezione per quando bisogna cercare il recruiter; giusto per fargli sapere della tua esistenza.

Viene poi il momento di inviare il proprio curriculum, accompagnato da una lettera di presentazione, dove si dimostri una certa propensione alla carriera e la conoscenza dell’azienda.

Infine possono accadere due cose: una chiamata per un colloquio telefonico a cui potrebbe seguire uno vero oppure una attesa senza fine, dove nel frattempo avrete mandato altri 10 curricula.

Mettiamo caso che arriviate al colloquio, mostratevi sereni e sicuri, raccontate voi stessi e state attenti a domande ambigue, la risposta non può mai iniziare con: “Eeh…”.

Quando vi chiedono come è andata, siate vaghi, giusto per scaramanzia.

Lorenzo Bertini

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