Ddl Zan: tra Cluedo e compromesso

“Hanno ucciso il Ddl Zan, chi sia stato non si sa!”

Ed ecco a voi una breve rilettura della nota canzone di Max Pezzali, una leggera ironia per stemperare la tensione e l’indignazione (leggittima!) per come questo Ddl tanto osteggiato sia definitivamente finito in un binario morto, tra gli imbarazzanti, incontrollati e penosi festeggiamenti partiti dai banchi del Centrodestra. Lo schieramento che il giorno stesso in cui affossa la legge Zan in modo sguaiato, si lancia per bocca di Salvini in una controproposta, più “ragionevole” senza occuparsi di: bambini, teoria gender, diritto d’opinione. Cose di cui il testo di legge non si occupava, ma come non domandarsi a questo punto se qualcuno nel Centrodestra lo abbia quantomeno letto il testo del disegno di legge.

Dall’altra parte abbiamo un centrosinistra spaccato (non so dire ancora dove sia collocata esattamente Italia Viva) impegnato in una caccia al colpevole, manco stessero giocando a Cluedo. Di certo la verità è molto meno complessa, perché in tutti e 3 i gruppi (PD,M5S e IV) c’erano voci fuori dal coro di si, è come se Bruto avesse risposto a Cesare: “No, c’è anche Tizio e Caio”.

Ora oltre gli scambi di accuse, c’è la questione suĺla mancanza da parte del PD, 5S e Leu di una chiave di mediazione per salvare la legge. I punti più controversi, su cui a lungo si è dibattuto, anche con l’intervento del Vaticano, erano sostanzialmente tre:

– identità di genere;

– sensibilizzazione nelle scuole;

– le opinioni dei singoli.

I più sostengono che togliendo questi aspetti, la legge sarebbe passata anche con l’avvallo del Centrodestra. Ma è davvero così? Tutti richiamano al momento della legge Cirinná nel 2016, che escluse il tema della stepchild adoption, grazie a un compromesso, ma la legge arrivò al suo via libera definitivo con un voto di fiducia Camera alla fine. Le due situazioni non sono affatto simili, primo per maggioranza di governo e senza contare che anche in quella circostanza ci fu ancora una forte opposizione nel Centrodestra, perché di quella legge avrebbe fatto anche a meno e nelle elezioni raccontavano come arrivati al governo l’avrebbero cancellata.

Davvero possiamo pensare che si sarebbe raggiunto un compromesso ragionevole per entrambe le parti e non la solita legge piena di contraddizioni, utili solo a renderla inservibile? Personalmente, se a fronte dell’approvazione di una legge, devo lasciare indietro qualcuno in nome di un compromesso, preferisco non approvarla. A volte è giusto incaponirsi su un principio, specie se riguarda la vita di tante persone che non hanno nulla di sbagliato.

Lorenzo Bertini

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