Un bisogno, una resa, un controllo ecco le associazioni che Rosalie trovava nel respiro, così gliele aveva elencate la sua insegnante di Yoga, Ilia, e per ognuna di esse rammentava episodi della sua vita.
Ricordava l’ultimo respiro di suo padre, quando la malattia glielo portò via un inverno di due anni fa, era lì con la sua famiglia, consapevole che la fine era vicina. Il padre non mostrò paura e il suo ultimo respiro Rosalie lo ricordava bene, perché era l’accettazione della fine di un viaggio e l’inizio di un sonno che non lo avrebbe svegliato più.
Rosalie rammentava come il respiro fosse stato per lei un mezzo per calmarsi e riprendersi, come era accaduto quando aveva perso il lavoro, l’azienda per cui lavorava aveva deciso di lasciarla a casa senza preavviso. Lo shock le provocò un attacco di panico e in quell’occasione ricordò le parole di Ilia sul controllo, doveva inspirare ed espirare lentamente, i pensieri dovevano fluire nella sua mente restando a tempo col suo respiro. Solo così Rosalie riprese il sangue freddo e pianificò subito la sua prossima mossa: cercare un avvocato.
E ora Rosalie era in una spiaggia, con la sabbia bianca e l’acqua del mare color turchese; era in Sardegna con la sua famiglia, ma questo era accaduto da bambina e non capiva perché le tornava alla mente questo ricordo. Le si avvicinò il padre, vestito come in quel letto d’ospedale, con il bastone della flebo appresso, che le disse: -Respira Rosalie! –
– Papà?-
– Respira figlia mia! –
– Ma cosa dici? Sto respirando!-
-Rosalie, ci sono due motivi se mi vedi, o stai sognando o non stai respirando; scegli te una ragione e svegliati!-
Rosalie chiuse gli occhi e cominciò ad inspirare ed espirare, sotto l’occhio attento del genitore che la incitò: – Continua finché non smetti di sentire la mia voce. –
La donna continuò l’esercizio sentendo sempre meno la voce del padre, che le continuava a ripetere: “Respira!”
A un certo punto Rosalie aprì gli occhi, sotto una luce bianca e accecante, diverse persone intorno che ripetevano: “È tornata”, “Respira”, “Mi sente?”
Rosalie stava distesa nel letto d’ospedale, aveva avuto un incidente mentre andava in bicicletta, si svegliò e si accorse che accanto a lei c’era la madre Elisabeth: – Tesoro, sei sveglia, come stai? –
– Mamma sei tu? –
– Si, sono venuta appena ho saputo che avevi fatto un incidente. –
Elisabeth era visibilmente preoccupata, Rosalie intuiva che era rimasta a vegliarla tutta la notte, ma non si potè trattenere dal dire:
– Ho visto papà!-
La donna si commosse e con le lacrime agli occhi le disse:
– Lo so, temevo di perdere anche te. –
Rosalie abbracciò forte la madre, che la strinse a sé e le chiese:
– Cosa ti ha detto papà?-
La figlia si mise a ridere prima di darle una risposta, lasciando confusa la mamma,e poi le disse:
– Respira –
Le due donne scoppiarono a ridere, mentre restavano abbracciate l’una all’altra.








Lascia un commento