Si narra che durante il solstizio d’inverno, alla caduta delle ultime foglie, sia possibile vedere se si ha un occhio attento: gli Sposi della Natura. Una coppia che accompagna il ciclo vitale di tutte le piante e spesso accompagnati da un enorme cane, il Segugio dei Caduti; esso infatti, a ogni suo passo, trascina le foglie già cadute segnando la fine del loro ciclo.
Nessuno di loro ha un corpo fisico, la loro presenza può essere percepita a occhio nudo grazie alle foglie che cadono, attratte dal sentimento di profondo amore condiviso dai due sposi; ne circondano così i corpi rivelando le loro sagome. La presenza del cane è segnata dalle stesse foglie che trascina con sé.
Sono parte del popolo della natura, ne sono i custodi e detengono il soffio di vita che dona esistenza a molte piante, piangono quando vedono le piante e gli alberi distrutti, parlano all’uomo, ma non vengono uditi, perché non ha più la capacità di osservare e percepire la natura con attenzione. In ogni foresta o parco loro esistono e muoiono con la loro distruzione, ma periscono insieme, uniti dal loro amore.
All’arrivo dell’inverno aguzzate la vista, cercateli, ascoltateli, perché loro hanno tanto da dire. La natura non si rivela se chi la cerca non vede e non sente più il suo popolo, perché essa è rimasta legata alle cose semplici, quelle su cui nessuno presta più attenzione.
Osservate la bellezza del mondo, fatevi contagiare da essa e tornerete a percepire i figli della terra.
E così, Lomar, un figlio della terra, finì di scrivere il suo racconto, nella speranza che un giorno qualcuno riesca a leggerlo e tornò dalla sua sposa, che gli chiese: – Lo hai fatto? –
-Si!-
-Credi che qualcuno lo leggerà mai?-
-Nital, io ho poche certezze e tu sei la più importante, ma voglio continuare ad alimentare una mia fede nel prossimo, chissà che non cambi qualcosa un giorno, non voglio arrivare al giorno in cui potrei perderti.-
-Amore mio, un giorno questo non lo potrai impedire, è un destino che ci riguarda tutti, anche loro ci pensano.-
-Lo so, ma cerco di allontanarlo il più possibile.-
-Non affannarti a contare il tempo Lomar, io resterò con te fino alla fine, ci siamo fatti una promessa.-
Nital si avvicinò, abbracciò il suo amato e i due si baciarono, scomparendo poi assieme al fruscio delle foglie che lasciavano il loro spazio all’inizio del nuovo ciclo di vita della Primavera.








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