Il colore del mondo – Sogni

Ogni sera Luca chiude gli occhi e sogna.

Sogna spiaggie, valli, foreste, montagne, vulcani, campi, isole, fiumi, laghi, deserti e città. Viaggia il mondo in lungo e in largo, vede posti in cui non è mai stato e non sa perché, eppure appaiono così reali.

Il mattino successivo cerca i luoghi che ha visto su Internet, trova le immagini, li riconosce e si spaventa. Si confida coi genitori, che gli suggeriscono di fare delle analisi e Luca va da un neurologo, ma il medico non riscontra nulla di anomalo nella sua attività cerebrale.

Luca è punto e a capo, una sera parlandone con un amico si sente dire:

– Ma in questi sogni, quanto resti a lungo in un posto? –

– Pochi secondi, perché? –

– Forse è questo il problema, ti soffermi poco su quello che stai guardando. –

– Ma se non sono mai stato lì? –

– Eh appunto, non ti incuriosisce esplorare questi luoghi? –

Luca non rispose, effettivamente non si era soffermato sulla possibilità di vedere i suoi sogni come opportunità e quella stessa notte, appena si sdraiò sul letto, iniziò a sognare.

Si trovo nel guado di un torrente montano, dove intorno a lui vedeva alberi e rocce e in lontananza una valle, con un centro abitato di cui riusciva a distinguere i tetti delle case e la cima di un campanile, il quale svettava su tutti gli edifici. Di fronte a lui c’erano una mamma e il suo bambino; i due stavano vicino al corso del torrente, a osservare il ghiaccio e la donna, di tanto in tanto, porgeva al piccolo i limpidi cristalli che scivolavano via dalle calotte. Quella scena mise una certa nostalgia a Luca, ripensando alla sua infanzia e al tempo trascorso con sua madre, quando camminavano per ore mano nella mano per la campagna.

L’immagine iniziò ad allontanarsi, diventando sempre più lontana e piccola, fino a che Luca non vide una luce abbagliante, per cui chiuse gli occhi e quando li riaprì era su un altro scenario.

Questa volta si trovava in mezzo a dei campi, divisi da una strada e a poca distanza si vedeva un gruppo di case; ma la sua attenzione fu catturata davanti a sé aveva un ragazzo che stava fermo in un sentiero dove stava alto e maestoso un albero, rigoglioso di foglie e ricco di ghiande in un caldo pomeriggio d’estate. Il ragazzo stava lì con gli occhi chiusi sotto il gigante in silenzio, attorno a loro c’era solo il vento e il suono delle cicale, Luca ignorava a che cosa stesse pensando il giovane, eppure anche lui percepiva un qualcosa di mistico attorno al grande albero.

Ancora una volta, l’immagine si allontanò, sempre di più, mentre Luca per la prima volta sentiva come un sussurro, una frase ripetuta più e più volte: “Il colore del mondo”, a cui seguì il flash, Luca chiuse gli occhi e quando li riaprì era di nuovo nella sua stanza a fissare il muro, con una domanda: “Che cos’è il colore del Mondo?”

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