Il colore del mondo? Questa la domanda che Luca digitava su Google, spesso trovava associate le immagini della Terra o le parole “pianeta blu”; ma nei suoi sogni vedeva valli campi coltivati, foreste, mari, cime innevate deserti, città; tanti colori uno diverso dall’altro. Come poteva essere uno solo il colore del mondo?
Quella notte sognò una ragazza, bellissima, ammantata di un velo azzurro, che conduceva il suo bestiame, un gruppo di dromedari, a una fonte in mezzo al deserto. Il padre teneva uniti i maestosi animali al gruppo fischiando e bacchettando i più giovani esemplari indisciplinati. Il sole spariva dietro le poche palme presenti vicino alla fonte, e i suoi raggi si diramavano così in più direzioni sotto gli occhi stanchi di quei viaggiatori.
Ancora una volta, l’immagine iniziò ad allontanarsi fino a che una luce accecante non investì il giovane Luca, trasportato questa volta nei pressi di un’alta montagna, dove guardava dall’alto un gruppo di scalatori, i quali stavano cercando di raggiungere il prossimo rifugio. Il gruppo era stato colto da una pioggia intensa, il che rendeva il percorso ancora più difficile e la capo cordata guardava su verso la metà, ormai vicina; quando uno degli scalatori le segnalò per radio che uno dei compagni aveva perso l’equilibrio battendo la testa e rimanendo privo di sensi.
La situazione non era seria e la capo cordata incoraggiò i propri compagni per un ultimo sforzo, ma qualcuno urlò poi: “Fulmine!” e un raggio dal cielo si infranse sulle roccie, causando la caduta di alcuni detriti e la donna urlò così a tutti: “Copritevi”.
Luca avrebbe voluto allungare la mano, aiutarli, ma si sentì ancora trasportare via.
Lasciò così la montagna e piombò in una città in rovina, dove uomini si combattevano per le strade o di edificio in edificio, Luca ne vide due in particolare, che avevano entrambi finito le munizioni delle loro armi e ora si guardavano e basta, avrebbero potuto avventarsi l’uno all’altro, ma non ci riuscivano e si guardavano e basta, un colpo di artiglieria risolse la questione.
Luca si svegliò tutto sudato, le lacrime agli occhi, la nausea, voleva smettere di fare quei sogni, non desiderava più dormire; ma si accorse che non era nel suo letto, era in un altro scenario, non aveva ancora smesso di sognare.
Si alzò esausto, il paesaggio di fronte a sé era arido, buio, puntellato di cime montuose, con rocce affillate come lame, un luogo triste e desolante. Si guardò attorno, cercando di capire perché fosse lì e poi vide una figura che veniva verso di lui, con passo lento e fermo. L’essere aveva il muso allungato, gli occhi come quelli di un rapace, le sue fattezze erano umane, ma l’aspetto suggeriva che fosse una forma di vita aliena.
L’alieno si fermò a qualche metro di distanza da lui e chiese:
– Hai trovato la risposta? Quale è il colore del mondo? –
Luca rimase per un attimo sorpreso e angosciato da quella creatura, ma che non percepì come ostile e rispose debolmente:
– Non credo che ci sia un colore, penso che ognuno veda il mondo con occhi diversi, colori diversi; per cui non c’è una risposta corretta o sbagliata, ma tante prospettive quante le sfaccettature del nostro mondo. –
L’alieno rimase colpito dalla risposta e allargò la bocca, mostrando i lunghi denti seghettati in un sorriso e disse:
-Bella risposta. –
– Perché avevi bisogno di saperlo? –
-Avevo la stessa domanda e la stessa risposta per il mio mondo, volevo vedere se valeva solo per me. –
– Perché hai scelto me per questa domanda? –
– Avevi bisogno di prendere coscienza del tuo mondo, volevo stimolare la tua curiosità. –
Era stato un lungo viaggio e dopotutto Luca aveva visto tanto sul suo mondo, una ragione che adesso lo spingeva a cercare persone che ha visto, ma prima volle togliersi qualche curiosità:
Come fai a comunicare con me? –
– Nei sogni il cervello apre porte di comunicazione non comuni e che la tua specie non sa sfruttare, la mia si. –
– E ora? Che succederà?-
-Credo che tu abbia già degli obiettivi adesso, pensa a realizzarli.-
L’alieno si avvicinò e porse la mano, con quattro dita al ragazzo che la strinse e scambiatisi un sorriso la creatura disse: – Buongiorno Luca! –
Il ragazzo aprì gli occhi, la luce filtrava dalla finestra della camera, era nella sua stanza; si alzò così dal letto e aprì la finestra, vide uno stormo di uccelli solcare i cieli verso ovest, le bianche striscie delle nuvole diradarsi per lasciare spazio alla luce del giorno che lentamente si alzava da est.








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