Da quando c’è il Covid si è acuita questo incessante, impellente bisogno di voler avere in mano una verità in più degli altri, che se non segui o ti metti in discussione vuol dire che fai parte di una categoria di persone, senza linea di pensiero o intelligenza, che si adeguano al pensiero comune.
Eppure questa categoria di persone (le vittime del mainstream) ha studiato, è dotata di intelletto e quindi capace di porsi domande, di avere certezze, di distinguere giusto e sbagliato; ma allora perché chi si proclama controcorrente deve dimostrare un mal riposto senso di superiorità, se poi si sente ostracizzato da chi non la pensa come lui?
Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Ho avuto modo di discutere con conoscenti, seguaci di questa linea di pensiero e la cosa più frustrante che ho notato è che non c’è alcun rispetto per la tua persona e la tua intelligenza, sei bollato come un depensante, vittima del pensiero unico, per cui ogni tua argomentazione non vale niente; anche se uno dimostra il massimo rispetto per le loro, non si riceve in cambio la medesima considerazione.
Questo è successo col Covid e si rivede adesso con la guerra in Ucraina, stiamo perdendo la capacità di condividere pensieri e opinioni, senza perdere il rispetto e la considerazione gli uni degli altri.
Per carità, ogni cosa che viene in un senso, avviene anche nell’altro e di questo sono responsabili i media, che hanno alimentato allo sfinimento il conflitto delle opinioni, anche attraverso personaggi di cultura, del mondo scientifico e dello spettacolo; da cui ci si sarebbe aspettato un certo aplomb nel corso di tanti dibattiti e che invece hanno alimentato il clima da rissa, di cui inevitabilmente ha risentito anche l’opinione pubblica.
La guerra in Ucraina rappresenta la fase più acuta di questo conflitto di opinioni, in cui invece di discutere le argomentazioni del singolo, si guarda al suo vissuto, alla persona e su che libro paga si trova. Quali sono i benefici che ne può trarre l’opinione pubblica? Nessuno secondo me.
Le argomentazioni che ho sentito dal Professor Orsini, Michele Santoro e di politici, di cui non intendo fare i nomi, perché sennò famo notte, io le contesto apertamente con argomentazioni precise, su cui ho costruito la mia opinione, senza farmi suggestionare da nessuno; ma senza mancare di rispetto a loro come persone.
Dobbiamo tornare a questo: al semplice scambio di vedute, in cui due individui si dicono quello che si pensano, magari non si troveranno d’accordo, ma resteranno amici come prima, senza etichette o sminuendo il valore dell’uno o dell’altro.
Il Covid doveva renderci migliori, non è stato così, ma alimentare il conflitto delle opinioni è una scelta, da cui possiamo tornare indietro. Almeno noi possiamo mostrare il coraggio che manca a Putin per porre fine lui stesso alla guerra domani.








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