Il Dottor Ricolfi era uno psichiatra molto esperto, da anni si occupava di aiutare le patologie più gravi delle malattie mentali. Qualche giorno fa era stata richiesta la sua esperienza per un caso clinico abbastanza comune: una donna convinta che il mondo stesse per finire. Solitamente casi come questi erano indice di depressione, ricerca di attenzione costante, manie di persecuzione, elementi che richiedevano un lungo percorso di terapia, in grado di riabilitare perfettamente un individuo.
Eppure, cosa rendeva questa donna così particolare? Esaminando la sua cartella clinica non vi erano elementi che lasciassero suggerire episodi precoci di disturbi mentali. Cassandra Battelli era infatti laureata in Micologia, una persona metodica, razionale; ma spesso questo non c’entrava nulla, i disturbi mentali spesso si manifestavano in conseguenza di un trigger, capace di provocare una reazione a catena e che poteva cambiare la vita di una persona da un giorno all’altro.
Quel pomeriggio si recò nell’istituto dove era stata fatta ricoverare, a seguito di una ordinanza di un giudice per un trattamento sanitario obbligatorio, chiesto dalla procura a seguito della denuncia dell’allora ministro della Sanità, che la donna aveva seguito fino a casa. Ad accoglierlo c’era la tutrice legale: l’avvocato Silvia Modani, nominata dal giudice per gestire i beni della signora, fin quando si fosse dimostrata incapace di intendere e di volere.
– Buongiorno, l’avvocato Rodani suppongo? –
– Si, buongiorno Dottor Ricolfi, la ringrazio di aver accettato di visitare la Dottoressa Battelli. –
– Sinceramente mi colpisce che si sia reso necessario un mio intervento, considerato tanti stimabili colleghi. –
– Mi creda ne sono stati consultati diversi, il punto è che nessuno di loro vuole riconoscerla sana. –
– Per i disturbi mentali occorre un lungo percorso, non è qualcosa che sparisce dall’oggi al domani come un mal di testa. –
– Dottore, considerata la persona, penso che le misure a cui è stata sottoposta siano eccessive per chiunque. –
Accompagnò il terapeuta dentro la struttura e dopo essersi registrati si recarono assieme nella stanza dedicata alle sedute. Lì, prima dell’arrivo della Dottoressa Battelli ebbero un’altra breve conversazione:
– Da quando è tutore della dottoressa? –
– Circa un anno, sono stata scelta dal giudice. –
– Ha idea del perché la Dottoressa insista con le sue tesi per cui il mondo finirà? –
– Glielo ho chiesto, ma da quando è qui si è rifiutata di parlarne con me, asserendo che non le crederei. –
– A chi ne ha parlato? –
– A Tutti i terapisti che l’hanno visitata. –
In quel momento bussarono alla porta e varcò la soglia la Dottoressa Battelli, i due si alzarono:
– Ciao Cassandra! – la salutò l’avvocato, scambiandosi dei baci sulle guance, Ricolfi notò subito la differenza di altezza, Cassandra era molto più alta dell’avvocato, tanto che doveva piegarsi per raggiungerla.
Lo sguardo della Dottoressa si spostò verso il Dottor Ricolfi.
– Ecco, lui è il dottor Ricolfi, uno psicoterapeuta da Milano. –
– Conosco il dottor Ricolfi, ho letto alcuni dei suoi saggi sul dialogo con l’Io. –
-Lusingato di aver catturato il suo interesse Dottoressa Battelli – le rispose stringendole la mano.
– Bene…- fece l’avvocato – Vi lascio da soli. –
– La ringrazio avvocato, appena finiamo la richiamo. –
– Va benissimo. – L’avvocato riprese la borsa e lasciò la stanza, rivolgendo un sorriso a entrambi e chiuse la porta.
Restarono da soli, un piccolo momento di silenzio imbarazzante per inquadrarsi, con in sottofondo il ticchettio dell’orologio, poi fu il terapeuta a rompere il ghiaccio:
– Vuole accomodarsi? – chiese il Dottore indicando una poltrona.
Cassandra si sedette, mentre lo psichiatra si sistemava gli occhiali e si accomodava davanti a lei con un quaderno in mano.
– Le dispiace se ci diamo del tu? –
– No affatto, fai pure. –
– Bene Cassandra, sarò onesto, io non so perché sono qui, ho avuto tanti casi come il tuo; ma dietro ogni caso c’era sempre una storia, non nella tua cartella. Mi potresti spiegare perché pensi che il mondo stia per finire? –
– Te cosa sai del Cordyceps?
– So che è un fungo, viene spesso usato per rinforzare le difese immunitarie e recentemente pare che sia utile anche per combattere i tumori della pelle. –
– Questo è vero, in natura è conosciuto anche perché è capace anche di controllare le sue vittime, infettandole con le sue spore e arrivando fino al loro cervello. –
– Se non ricordo male questo tipo di effetto non può riguardare l’essere umano. –
– Hai di nuovo ragione, ma quale è il piano intermedio tra l’uomo e gli insetti? –
Lo psicoterapeuta non capì il senso della domanda, ma la micologa rispose per lui:
-Gli animali, loro da sempre costituiscono un veicolo di malattie per l’uomo. –
– Da dove nasce questo sospetto che sia imminente un pericolo a causa del Cordyceps? –
– Imminente? E’ già tra noi, un anno fa fui chiamata da un agricoltore, un amico di famiglia che mi diceva come avesse dovuto abbattere uno dei suoi capi, perché era diventato molto aggressivo e aveva morso altri due animali. Esaminando il corpo ho scoperto che al suo interno si era diffuso un fungo, ho dovuto contattare l’autorità sanitaria, che ha fatto abbattere altri capi, ma non sono voluti andare a fondo alla questione. –
– Ma se tu ti basi su quello che hai studiato, perché metti in discussione quello che hai imparato? –
– Nella Scienza non c’è nulla di definitivo, ogni campo è una scoperta continua, qua abbiamo ignorato un fatto, non di poco conto. –
– D’accordo, ma come si raggiunge da questo punto la fine? –
Cassandra lo guardò allibita: – Guarda che non c’è una cura, se questo fungo farà il passo successivo non ci sarà salvezza per nessuno, perché il suo scopo sarà diffondersi in maniera esponenziale e niente lo fermerà. –
Dopo la conversazione il Dottor Ricolfi uscì dallo studio, non sapeva cosa pensare, Cassandra Battelli non sembrava affetta da disturbi mentali; ma le sue considerazioni erano irrealistiche. Il mondo poteva davvero finire per colpa di un fungo? Difficile crederlo.








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