Sotto l’edificio, che un tempo fu il tribunale della Mercanzia vi era una porta, con ventuno serrature. Ogni serratura corrispondeva a una chiave, le medesime custodite gelosamente dai maestri delle Corporazioni.
Finora Matteo Terzi era riuscito a raccoglierne otto, ogni volta che si avvicinava a quella stanza, immaginava di mettere la mano sul pomello e di aprirla, anche stavolta però restava tutto nella sua testa.
Il Signor Shaugen, uno dei migliori mastri fabbri di Germania, era dietro di lui, aveva in mano altri strumenti, e lo rassicurò: -Non si preoccupi Gonfaloniere, aprirà questa porta, bisogna soltanto portare pazienza e senza dubbio avere le altre chiavi gioverebbe al mio lavoro.-
Terzi si mise da parte per consentire all’altro di posizionarsi.
– Che idea vi siete fatto signor Shaugen? –
– È una porta di grande ingegno, il meccanismo di apertura funziona solo se tutte e 21 le serrature sono state sbloccate, dando il via a un meccanismo a ruota che la sblocca completamente. –
– Da come ne parlate, sembra che ne abbiate visti tanti –
Il fabbro fece una risatina divertita.
– Di queste dimensioni? No, in genere quei pochi che ho visti, avevano molte meno serrature. –
Terzi tornò a scrutare la porta, qualunque cosa fosse all’interno, doveva spaventare le Corporazioni a tal punto da combattere per nasconderlo. Non poteva correre rischi, doveva, saperne di più.
Lasciò la stanza e salì verso la superficie, prese il telefono e chiamò un numero, il cui interlocutore rispose subito e il Gonfaloniere disse: – Aggiornami! –
Piero Bardi era scomparso, la sua casa era un cumulo di macerie e venti mercenari erano morti. Un disastro.
Il Gonfaloniere scosse la testa e sentenziò: – È vivo, quel vigliacco si sta nascondendo, setacciate le macerie e recuperate tutto quello che può essere utile. Controllate tutti i suoi contatti e iniziate operazioni di sorveglianza, in particolare verso i membri delle Corporazioni! –
Intanto, su una strada statale una macchina sfrecciava silente sotto la luce della Luna. Luca Giacchini ne era alla guida, il Mastro delle Sete, come era soprannominato ed uno dei più rinomati stilisti della Repubblica Toscana, creatore del marchio G&G, e esponente principale della Corporazione dell’Arte della Seta.
Quella sera stava guidando da Empoli, da un drag show a cui aveva partecipato con la figlia maggiore, Giulia, che dormiva nel sedile di dietro. Luca si divertiva a fare questi spettacoli sotto il nome di Madame Vermont, era un modo per spezzare la routine, passare tempo coi figli e conoscere meglio le persone.
Aveva anticipato la fine dello show, preoccupato dall’improvviso silenzio di Bardi, che aveva sentito per telefono poco prima di perderne traccia. Lo aveva cercato alla villa, ma vedendo che i servizi segreti la stavano setacciando, aveva deciso di svicolare via e puntare su Scandicci.
Percorrendo la strada statale, si accorse che un uomo camminava sul ciglio della stessa, riconoscendo immediatamente la stazza di Bardi.
Si accostò con la macchina e con suadente voce femminile disse: “Signore, ha bisogno di un passaggio?”
L’ altro si avvicinò al veicolo e rispose: – No grazie Signo….aah che coglione!-
Giacchini esplose in una risata, facendo sussultare Giulia, mentre l’altro si allontanava a piedi. Lo seguì con la macchina e incoraggiandolo gli disse: – Dai su, giocavo un po! –
– È quello che sai fare meglio, ma la situazione è già abbastanza critica –
– Non fare il brontolone come tuo solito, sali avanti, la strada è lunga e non sicura. –
Bardi sbuffò e salì in macchina.
Il veicolo ripartì sfrecciando tra le colline della Toscana, mentre l’autista canticchiava il motivetto “Dancing Queen” degli Abba.
– Non ti sei ancora stufato di questo hobby, con cui ti rendi solo ridicolo? –
– Ridicolo? È un modo per conoscere la gente, farla divertire e talvolta raccogliere informazioni. –
Bardi alzò gli occhi al cielo, conosceva già la filastroca, gliela sentiva ripetere ogni volta che portava la questione sul tavolo.
– Come ci vogliamo muovere? –
Chiese serio Giacchini.
– Dovremo distruggere quella stanza, liberarci delle chiavi non so se basterà. –
– È la cosa giusta? E come dovremmo fare? I nostri nonni ci pensarono durante la seconda guerra mondiale, ma non lo fecero. –
– Luca, la situazione era un po diversa, lì avevano contro un nemico esterno, qui si tratta di uno di noi. –
La macchina si accostò.
– Che ti prende? –
– Un posto di blocco più avanti. Giulia, tesoro svegliati.-
La ragazza si alzò dal sedile, sbadigliando e chiese: – Papà che succede, siamo arrivati?Lui chi è? –
– È Piero dai, lo hai visto altre volte. –
Luca aprì lo sportellino del passeggero, prese del denaro, dei documenti.
– Papà mi stai spaventando. Mi dici che succede? –
– Giulia aspetta un momento. –
– Che cazzo stai facendo? –
Piero non capiva cosa fosse preso all’amico, che gli passava ora tutto in mano.
Gli porse in mano anche un telefono e porgendo pure una pistola disse: – Non sono d’accordo sulla tua linea d’azione e non supereremo il posto di blocco. Se mi fermeranno è meglio che siamo io e lei in macchina. Se ci sei anche tu finisce male. –
– D’accordo. –
– Non siamo troppo distanti da Scandicci, puoi raggiungere la città e trovare un modo per andare uscire dallo Stato. –
– E tu cosa farai? –
– Starò al gioco del Gonfaloniere. –
Bardi lo guardò senza parole: – Non puoi ragionare con una tigre se sei dentro la sua bocca. –
– Lo so, ma il tuo approccio spara sette e ammazza quaranta ci farà solo uccidere tutti. Tanto vale provare a stare dentro la bocca della tigre e vedere se mi divora. –
Bardi uscì dalla macchina, sbattendo la portiera.
Luca uscì e gli urlò:
– Ascoltami un secondo! –
– Cosa? –
– Sto cercando di elaborare un piano decente e necessariamente bisogna passare sulla strada di Cerbero, se riesco a raccogliere informazioni utili, possiamo escogitare un piano d’azione, puoi nel frattempo fare una cosa per me? –
– Cosa dovrei fare mentre te giochi col fuoco? –
– Stai fuori dai guai. –
Bardi guardò la macchina ripartire, ne seguì il percorso fino al posto di blocco, non era convinto che l’approccio migliore fosse quello di Luca, ma aveva promesso di non ostacolarlo per ora.
Era da quel momento che sarebbe cominciata la resistenza?








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