Mi ero ripromesso di non dire nulla, ma a distanza di tempo non posso che confessare amarezza e sconforto, per la scarsa considerazione che ho ricevuto. Io non ho le risposte ai problemi del mondo, ma da elettore e militante, mi sarei aspettato che all’interno dello stesso partito, la classe dirigente fosse perlomeno più sensibile ai bisogni, ai dubbi o alle aspettative dei propri elettori. Povero ingenuo! Mi sono trovato davanti a un atteggiamento a dir poco irritante e irrispettoso, per mantenere toni soavi. Io ho fatto il volontario, durante la campagna elettorale, per il Partito Democratico, dovrei ancora fare la tessera. Non dico di essere stato determinante, di aver fatto prendere una valanga di voti, (visto il risultato poi, direi proprio di no!) ma ho dato il mio contributo, facendo volantinaggio, partecipando agli incontri, quando potevo, o alle iniziative. Ho consegnato un sacco di volantini, ho ascoltato l’opinione di molti cittadini e mi sono reso conto del generale clima di sfiducia e malessere, nei confronti della classe politica e dello stesso PD.

In questa circostanza, mi sono confrontato anche nell’ambiente familiare, da cui era nato un dibattito sui famosi 100 punti, il programma del PD, e di cui si erano evidenziati degli aspetti poco approfonditi.

Ho condiviso questi dubbi con gli esponenti locali del partito, che mi hanno dato modo di avvicinarmi a un dirigente di alto livello della segreteria nazionale, da cui avevo ottenuto anche il numero di telefono, ma nonostante i buoni propositi, non mi ha dato mai alcuna risposta su dei semplici quesiti, nati dal dibattito in casa. Ignoro tutt’ora le ragioni di queste mancate risposte.

Non è stato l’unico però, ad un altro esponente di alto rango, incontrato durante una iniziativa, ho scritto un mese dopo, quando si preparava per candidarsi alla futura (molto lontana ancora) segreteria e anche lui si propose perfino di rispondere a quelle considerazioni. Non sembra vero eh? Infatti non lo è, a distanza di un mese c’è un silenzio assordante.

Questo però mi ha dato modo di riflettere sullo stato di estrema fragilità e inettitudine della classe dirigente del partito. In che modo, possono proporsi come una forza riformista, che vuole cambiare il paese? Quale leadership possono vantare o a che titolo invocare il voto degli elettori, se non sanno rispondere neanche ai dubbi di chi li vota o milita nel loro stesso partito? Quale tipo di programma può avere una qualche credibilità nei confronti delle aspettative degli elettori, se non sanno loro stessi il suo contenuto e come intendono portarlo avanti?

Sono domande aperte, uno spunto di riflessione per chi è dentro o fuori il partito.

A voi che guidate il partito, io non penso di avere la giusta età e l’esperienza per farvi una reprimenda, ma voi invocate la responsabilità agli altri, tuttavia non siete in grado di assumervi le vostre. Ancora state cercando di capire l’identità del partito e il motivo per cui avete perso le elezioni. Dico avete, perché come classe dirigente avete preso una batosta e non avete avuto la benché minima considerazione dei circoli, nazionali ed esteri e infatti avete perso molti militanti e ne perderete ancora, finché non riprenderete contatto con la base e fare 5000 assemblee non è certo sufficiente.

Lorenzo Bertini

Una replica a “Considerazioni su un partito senza rotta”

  1. Avatar DiBi

    L’alternanza in politica è un indice prezioso di democrazia. Purtroppo però in molti casi l’alternanza fa scopa con immobilismo…se non sono io a dover ballare perché gli elettori mi hanno posto in panchina speranzosi di qualche cambiamento… perché darsi da fare? Perché rispondere ai quesiti e alle richieste di chiarimento su alcune posizioni? Perché mettersi in discussione? I politici secondo me, pur nell’alternanza dei ruoli, non hanno nulla da perdere…e continuano a coltivare il proprio personale orticello. Il progresso e il benessere dell’Italia, la sua giusta collocazione in una dimensione europea, nonché la salvaguardia delle aspettative e del futuro dei giovani richiederebbe ben altro impegno e vocazione.
    Non smettere mai di batterti per ottenere risposte, programmi e chiarimenti.

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