Lascito

Urbe 3X96, il pianeta giardino su cui il Dottor Maloy stava conducendo delle ricerche con il resto del team, inviato dalla Terra, si trattava del quarto pianeta che visitava, con caratteristiche simile al suo, eppure una domanda perseguitava lo scienziato da un po di tempo: perché non erano abitati da altre civiltà?

Fin da quando l’umanità aveva iniziato i suoi viaggi nello spazio, non erano mai state incontrate altre civiltà paragonabili a quella terrestre, eppure sembrava impossibile essere gli unici esseri della galassia e forse dell’universo ad aver costituito una civilizzazione. Lo stesso Dottor Maloy faceva fatica a credere una cosa del genere, eppure esplorando il nuovo pianeta, sembrava avere di nuovo conferma di questo fatto e poi, mentre stava esplorando una radura, inciampò in quella che sembrava essere una pietra, ma in realtà era un congegno che lo fece sprofondare in una fossa.

Maloy si tirò su dolorante, guardandosi attorno si accorse che dopotutto non era caduto tanto in profondità, riusciva ancora a vedere il cielo e osservando l’ambiente circostante si rese conto che doveva essere incappato in una specie di antico rifugio, ma prima di esplorarlo decise di contattare una collega che era nelle vicinanze:

“Jesse, qui Maloy, sono caduto dentro una specie di fossa, che a quanto sembra fungeva da rifugio…credo.”

“Maloy hai detto rifugio?”

“Lo so, è incredibile, do un’occhiata.”

“Aspettaci, stiamo arrivando.”

“Credici.”

“Rey!”

Maloy chiuse la comunicazione e inviò le sue coordinate, dopodiché iniziò a cercare di capire come accedere al rifugio, non sembrava ci fosse alcun pannello elettronico di controllo, cominciò allora a tastare, cercando di trovare un punto d’accesso e mentre faceva ciò la luce del sole colpì la parete della fossa e la parete del rifugio assunse un colore bluastro, rivelando così la porta di accesso. Maloy sembrò colpito, ma non capiva il senso di quell’effetto, si avvicinò alla porta e non trovando pannelli cominciò a spingere e stranamente, esercitando un po’ di forza, l’ingresso si aprì.

Dentro trovò qualcosa di inaspettato, c’erano immagini in movimento, proiezioni di oggetti e persone, aveva tutta l’aria di essere un museo, molto ben conservato. Non c’erano testi in lingua, ma in una parete trovò una scritta:

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Sembrava una scritta in codice Morse, difficile credere che potesse avere lo stesso significato che Maloy leggeva, ovvero: “A tu che leggi, un caloroso benvenuto questi eravamo noi”.

L’uomo si guardò attorno, cercando di apprendere quanto poteva dagli oggetti e dalle immagini su questa civiltà scomparsa e ben presto fu raggiunto anche dagli altri, che ebbero modo di conoscere chi abitava un tempo il pianeta. Giunse così la sera e la squadra di scienziati decise di fare ritorno al campo base, Maloy camminava dietro a tutti, era pensieroso e Jesse gli si avvicinò, notando come fosse meditabondo:

“Rey va tutto bene?”

Guardando il cielo spegnersi, mentre apparivano le prime stelle, l’uomo rispose: “Credevo che sarei stato contento con questa prova, eppure sento che siamo più soli di prima”.

“Perché dici così?”

“Hanno dedicato gli ultimi istanti a lasciare qualcosa del loro passaggio, nella speranza che non fossero soli o gli ultimi rimasti e mi viene da chiedermi se ora siamo veramente soli noi a guardare le stelle.”

I due affrettarono così il passo per non rimanere indietro, mentre la sera scendeva su quel lato del pianeta Urbe 3X96.

Una risposta a “Lascito”

  1. Avatar Matteo
    Matteo

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