Anno 2018, una giornata di festa per non solo per la Repubblica di Venezia, ma per tutto il continente europeo, si festeggia infatti il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, il conflitto grazie al quale la serenissima riesce a riprendersi le città lungo la costa croata e dalmata.
Giovanni Salvadori è il console per la Repubblica Toscana, in quel momento si trova assieme a tutte le autorità diplomatiche nel palazzo del Doge. Mentre sorseggia un bicchiere di Amarone e conversa con la console coreana, si accorge distrattamente che tra i presenti c’è una vecchia conoscenza, Teresa Bardi.
L’uomo si scusò con la sua interlocutrice e si diresse verso Teresa, che accortasi di aver attirato l’attenzione di Giovanni, si allontanò dalla stanza, in cui erano presenti tutti i diplomatici e si diresse verso il Liagò, la stanza dove di solito si intrattenevano i delegati del Maggior Consiglio, tra una seduta e l’altra, fortunatamente in quel momento era deserta.
Giovanni entrò, chiuse la porta della stanza e raggiunse Teresa seduta, vicino a una vetrata.
– Teresa…- fece lui.
– È passato tanto tempo, scusami se sono venuta, ma dovevo vederti di persona e non potevo parlare di questo per telefono. – disse lei.
– Che succede? –
– Devi nascondere una cosa per me e credo che qui sarebbe molto più al sicuro. –
– Cosa devo nascondere? Non ci vediamo da anni e perché gli agenti del Gonfaloniere mi hanno chiesto di te. Che cosa hai fatto? –
– Gio…hanno scoperto il segreto.-
Giovanni trasalì, improvvisamente sentiva una strana sensazione di inquietudine e le chiese subito.
– Come!? Ti hanno seguita!? –
Afferrò Teresa e la allontanò dal posto vicino alla vetrata.
– Dimmi ti prego! –
– Il Gonfaloniere ha ottenuto in eredità la chiave della Corporazione dei Giudici e dei Notai ed è venuto a conoscenza del segreto, sta cominciando a cercare le altre e i suoi custodi. –
– Cristo Santo! –
Giovanni scosse la testa, se il gonfaloniere aveva già tutte queste informazioni erano in grave pericolo.
– Ci sono altri che sono stati informati? Il Gonfaloniere sa dove si trova la porta?-
– Ho ricevuto la soffiata dal “Duca”, che mi ha lasciato la Chiave della Corporazione dell’ Agnolo, mi ha detto di averlo detto a tutti, ma non ho trovato saggio chiedere conferme. –
– Hai fatto bene, non so dirti se qua la chiave sarà al sicuro, penso che sia meglio cercare di distruggerle, prima che il gonfaloniere le ottenga tutte. –
Teresa lo guardò come se avesse sentito una bestemmia.
– Di…distruggerle?-
Giovanni le prese il viso tra le mani: – Teresa so che questo stravolgerà le corporazioni, ma qui c’è in gioco la nostra esistenza, che senso ha preservare una tradizione, se può esserci qualcuno che tradirà i nostri segreti? Ti prego…distruggile. –
Teresa parve esitare, ma poi si liberò dalla presa e baciando la mano di Giovanni disse: – Va bene! –
– Vuoi che pensi anche alla tua? –
– No, ne hai già due, sono già troppe con cui girare, sbarazzati intanto di queste, penseremo poi a dirlo agli altri. –
La donna annuì, il diplomatico si allontanò e andò alla porta, controllò prima che non ci fosse nessuno e poi disse: – Via libera, fa attenzione! –
– Anche tu! –
I loro occhi si incrociarono ancora una volta, un sentimento assopito da anni ancora ardeva nel loro cuore, un istante che finì appena i due presero direzioni diverse.
Teresa salì su una barca, non distante dal palazzo Ducale, e lasciò la città di Venezia, mentre stringeva le chiavi al petto, scosse il capo e disse: – Perdonami Giovanni.-








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