Io ho una voce

Marco Aurelio scriveva “Lascia che le tue parole siano poche, ma che ogni parola abbia peso.

Non sono mai stato di tante parole, ho sempre preferito ascoltare e se necessario dare consigli, perché dopotutto è più facile, fai stare meglio gli altri e a me è piaciuto sempre questo, perché sono contento di essere d’aiuto.

Eppure, così facendo, le persone si sentono come di parlare da sole, perché non gli sembra vero che qualcuno le stia a sentire in silenzio senza interromperle.

Allora si spingono a farti la domanda: “dai, tu che mi dici? Raccontami qualcosa”

Una domanda che per me è spiazzante così dal nulla, anzitutto perché non penso di essere stato così in silenzio e quindi mi getto subito all’argomento che potrebbe mantenere la conversazione interessante e punto sul lavoro…nella maggior parte dei casi.

Stati d’animo, aspirazioni sono argomenti che spesso decido di non declinare, perché l’ultima volta che ho espresso quello che avevo dentro una persona mi ha chiesto di fermarmi, non se la sentiva di ascoltare.

Non gliene faccio una colpa, anzi, è stato istruttivo, perché mi ha fatto capire quali sono i confini su cui possiamo condividere una parte del nostro fardello emotivo con le altre persone, che non sono la nostra pattumiera.

Io confesso che mi sono spinto più indietro di quel limite, perché mi sono sentito così mortificato, che ho scelto da allora di dire il meno possibile.

È sempre così, se c’è una cosa che non ho mai perso, è quella di punirmi in maniera più dura di quello che meriterei.

Questo schema di condivisione selettiva l’ho ripetuto ovunque: amicizia, lavoro, attivismo, frequentazioni; persino con la famiglia…e anche quando vado dal medico.

Su quest’ultimo punto ovviamente scherzo.

Naturalmente questo ha un effetto collaterale, rende le persone insicure nei miei confronti, perché non sanno come e se rapportarsi a me, mi percepiscono distaccato, eppure io cerco di mitigare questo effetto adoperandomi su altre mie qualità: empatia, gentilezza, dolcezza, proattività.

Comunicare è importante e io so di avere una voce, ma scelgo di parlare davvero quando ne sento il bisogno e spesso è accaduto quando ho affrontato cose che mi hanno profondamente turbato.

Diciamo poi, che si, racconto le cose in maniera abbastanza sintetica, per cui magari vi parlo del 30% di quello che reputo necessario e sufficiente a voi per capire al volo…non rendendomi conto che quel 70% mancante è necessario a voi per collegare i pezzi del puzzle.

È come pensare di fare una maratona di 42 km e di trovarsi il traguardo dopo 42 metri, un maratoneta si volta e giustamente dice: “Eh?”

Questo è un aspetto su cui devo effettivamente lavorare.

Mi rimane impressa una domanda: Ma siamo in grado di parlare davvero fino in fondo di noi? Me la sono posta durante e dopo una cena con amici, per cui si percepisce un senso di alienazione con chi parla poco di sé. Io mi sono reso conto che a grandi gruppi le persone non riescono mai a dire quello che hanno dentro, perché non si sente di avere quella piena libertà che puoi avere quando sei a tu per tu con una o massimo due persone. Avete mai provato? La differenza è enorme, vi sentite molto più legati in quel momento a quelle persone, piuttosto che in momenti più affollati.

La voce è sempre stata uno strumento potente per esprimere il proprio essere, il proprio pensiero, azioni, sentimenti…; eppure, esattamente come le espressioni del viso, anche le parole nascondono complessità.

“Ci sono parole come le conchiglie, semplici ma con il mare intero dentro.” – cit Alessandro D’Avenia

Lorenzo Bertini

4 risposte a “Io ho una voce”

  1. Avatar Simon James Terzo

    Ciao Lorenzo, buongiorno,Ti scrivo perchè dopo aver letto diversi tuoi articoli avrei piacere ed interesse nel ripubblicarli, all’incirca 1 al mese, su Masticadores Italia, questo ovviamente citando sempre il tuo nome e inserendo il link al tuo blog. Fammi sapere senza problemi se farebbe piacere anche a te oppure no, qui o anche via email. Simonjamesterzo@gmail.com

    Ti lascio il link al blog se vuoi dare un’occhiata:

    Masticadoresitalia.wordpress.com

    Masticadores è una rivista digitale culturale (un’organizzazione no profit) creata da Juan Re Crivello che ad oggi si ramifica in 14 nazioni e 8 lingue diverse, ha 22 editori e 420 scrittori/collaboratori partecipanti, ogni nazioni con il suo blog ed i suoi contenuti, ma sempre in collegamento e in continua evoluzione.

    Masticadores.com

    Ti ringrazio molto per l’attenzione, ti auguro una buona giornata.

    Simon

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    1. Avatar Lorenzo Bertini

      Ciao Simon, sono davvero sorpreso della proposta, sarebbe un onore.

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      1. Avatar Simon James Terzo

        Mi fa piacere saperlo. Quando ripubblicherò il tuo primo racconto/scritto ti lascerò il link nei commenti al tuo post originale sul tuo blog. Non so dirti ancora quando, ma credo nelle prossime settimane d’inserirti.
        Buona serata.

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      2. Avatar Lorenzo Bertini

        Nessun problema, ti ringrazio e buona serata.

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