È Ottobre 2011, in quel periodo finì l’era di Gheddafi in Libia, l’uomo che si credeva il re dei re dell’Africa era morto in mezzo a un deserto con una pallottola in testa. Che cos’era la Libia alla fine di quella guerra e prima? Confesso che non conoscevo, come ora anche, nulla della Libia se non la sua posizione geografica. Non ho idea di quanti abitanti ci vivano, le lingue parlate, la moneta corrente, le tradizioni o i siti di interesse culturale. Della Storia di questo misterioso paese so che sono stati una nostra colonia, dopo la guerra italo-turca del 1911-1912, quando erano ancora parte dell’Impero Ottomano, che deteneva il possesso della regione da secoli. Dopo la seconda guerra mondiale, la Libia ha vissuto una breve parentesi monarchica, che si è poi esaurita con l’ascesa di Gheddafi.
Nel 2020, cosa è rimasto di questo paese? Cosa è cambiato? Poco e niente, in Libia sono ancora in guerra tra di loro. Esiste di nome, ma non vi è di fatto, non c’è una Libia come Stato. Vi sono campi di detenzione per i migranti, che spesso sono gestiti da bande criminali. Ci sono milizie, tante milizie, il braccio armato delle tribù, che compongono questo frammentato paese e che reggono a tutti gli effetti le sorti delle fazioni che si stanno combattendo.
In mezzo a questo caos emergono infatti le fazioni di due uomini, ciascuno dei quali si ritiene dalla parte della ragione e meritevole di potere, il generale dell’esercito nazionale libico Khalifa Belqasim Haftar e Fayez al-Sarraj Presidente del Consiglio Presidenziale. Uno è da lungo tempo un militare di carriera, che nella sua vita ha conosciuto solo l’esercito e agisce in funzione di ciò che è sempre stato. L’altro è un architetto che si è assunto una carica presidenziale, ma senza la legittimazione di tutto il Parlamento.
Il mondo si divide su questi due uomini, perché sono coloro che in futuro detteranno le regole e giudicheranno gli amici dai nemici e di conseguenza cosa lasciare a loro.
Sull’ego di questi due uomini esiste un corpo chiamato Libia, un paese senza popolo e senza nazione, un paese di guerra e di fazioni. Nessuno ha chiesto nulla al popolo libico, nessuno sa cosa pensano i cittadini di quel paese, sono testimoni passivi di una realtà quotidiana che non hanno chiesto. Nel 2011 agognavano la libertà e il lavoro, oggi chissà.
Lorenzo Bertini








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