Il senso del dovere

Qualche giorno fa argomentavo su Twitter con un altro utente sull’opportunità di cambiare governo in piena emergenza pandemica, essendo l’attuale in una posizione di rischio, viste le uscite che vengono da certi ambienti della maggioranza di governo.

La persona in questione mi fa notare, che questo governo non è nato per durare, andava bene per fare la manovra del 2019 e la legge elettorale e che solo con la pandemia ha permesso a questo di durare fino a ora e in politica spesso il tempo logora.

Malgrado le sue considerazioni potessero essere condivisibili, non mi sono potuto trattenere dal far presente che in questo paese, un governo ha la stessa probabilità di arrivare a naturale scadenza, di quante ne ho io a pilotare un aereo di un volo di linea. Questo è risaputo, infatti oltre a non avere un brevetto di volo, mi manca proprio la vista. Tralasciando le mie condizioni visive, in questo paese dal 2000 a oggi, noi abbiamo avuto ben 12 governi e 11 presidenti del consiglio, un governo dura in media poco meno di due anni, su una legislatura che dovrebbe durare 5 anni.

Sorprendente? Insomma, sembra diventata una routine, ma perché questo?

E’ colpa di noi cittadini o di una classe dirigente a cui manca una ragione di Stato? Siamo talmente abituati a sentire parlare di elezioni, che abbiamo l’impressione di votare poco, ma la verità è che il nostro diritto lo esercitiamo con regolarità, sono i tempi della politica e dei suoi praticanti a essere allucinanti.

Abbiamo votato il Parlamento appena due anni fa e in così poco tempo abbiamo avuto due governi, di fronte a questa evidenza non riesco a non pensare a una frase detta, in una puntata della seconda stagione della serie tv “The Crown“, dalla Regina Elisabetta II al suo primo ministro:

“Do you know? I’ve been Queen for barely ten years and in that time, I’ve had three prime ministers. All of them ambitious men, clever men, brilliant men. Not one has lasted the course, they’ve either been too old, too ill or too weak. A confederacy of elected quitters.”

Quello che sembra, almeno nella mia opinione, è che governare diventi sempre secondario rispetto alla fretta di avere un nuovo governo, perché manca il senso del dovere, una qualità da ritenersi necessaria per chiunque abbia a cuore il bene comune.

Lorenzo Bertini

Una replica a “Il senso del dovere”

  1. Avatar Inizia il 2021: Il discorso di Mattarella è lettera morta – Storie e Pensieri di Lorenzo Bertini

    […] dirigente che i problemi in questo paese sono altri e inviti tutti a serietà, collaborazione e senso del dovere, di cui ho già ampiamente parlato. Ora, su di queste parole voi direte è un’altra ovvietà, […]

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