Morte in Vaticano

Testor Christum Dominum, qui me iudicaturus est, me eum eligere, quem secundum Deim iudico eligi debere

La frase annunciata dal Cardinale Bontei, prima di porre il suo voto nell’urna per l’elezione del nuovo pontefice. Si trattava del 4° scrutinio, in un modo o nell’altro i voti dei cardinali si stavano ormai muovendo su tre candidati papabili: Awa Ughazi, la sua elezione lo avrebbe reso il primo Papa africano; Steven Walsh, il cardinale di Dublino e Giovanni Meglione, cardinale di Palermo.

Dopo che l’ultimo voto era stato registrato, il Cardinale Guerera diede i risultati:

– I risultati del 4° scrutinio sono i seguenti: Meglione 33 voti, Ughazi 42 voti e Walsh 43 voti. –

Bontei scosse la testa, i cardinali erano ancora molto divisi, bisognava spingere sui voti di Meglione, una sua indicazione avrebbe avvantaggiato sicuramente uno dei candidati con più voti. Ci avrebbe parlato nella pausa, fece un cenno a Ughazi, quando si alzarono, il  cardinale lo seguì in disparte con altri due prelati, guardati a vista da Walsh  e dai suoi alleati, mentre lasciavano la Cappella Sistina da un ingresso secondario.

Ughazi era calmo, nonostante sapesse bene che trovare altri 20 voti non sarebbe stato affatto facile, ma il cardinale Fedeli non lo era: – Che cosa potremmo dire a Meglione per convincerlo? –

– Meglione ha uno spirito battagliero – riflettè Ughazi – Dobbiamo mostrargli la visione di cui la Chiesa ha bisogno, non dobbiamo mendicare il suo appoggio, ma convincerlo che la nostra battaglia è la sua. –

Le argomentazioni di Ughazi su Meglione furono efficaci, ma al V scrutinio ci fu la sorpresa: Ughazi 55 voti, Walsh 63.  Il cardinale Meglione era disorientato, non capiva come i cardinali che finora lo avevano sostenuto, avessero ignorato la sua indicazione. Nelle successive votazioni, la fazione a sostegno del cardinale Ughazi si ridusse drasticamente fino a raccogliere 35 voti, mentre all’8° scrutinio Walsh raggiunse gli 83 voti sufficienti a ottonere il seggio di San Pietro. Il cardinale Bontei celava la sua amarezza e delusione, durante l’applauso generale che attraversò la cappella Sistina; seguì dunque con lo sguardo il cardinale Polsky, decano dell’ordine dei diaconi, presentarsi di fronte al nuovo pontefice e porre la domanda:

“Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?”

– Accepto- rispose il cardinale Walsh.

“Quo nomine vis vocari?”

– Vocabor Patricius Primus. –

Non una esitazione, il nuovo papa aveva ottenuto quello che voleva.

I preparativi in San Pietro erano in gran fermento, Patrizio Primo si era recato nella sala delle Lacrime per la vestizione e tornato alla cappella Sistina avvenne l’atto di obbedienza e ossequio dei cardinali. I prelati si recarono dunque verso la loggia centrale di San Pietro, dove lo stemma del nuovo papa veniva srotolato sul balcone della loggia,  con le chiavi e la corona papale, simboli della Chiesa e uno scudo con una croce di Sant’Andrea, simbolo antico dell’ordine di San Patrizio.

La gioia dei fedeli risuonava in tutta San Pietro, che ora ascoltavano il cardinale Polksy, decano dell’ordine dei diaconi annunciare il nuovo pontefice:

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam, eminentissimum et reverendissimum dominum Steven, qui sibi imposuit nomen Patricius I»

Le urla di acclamazione erano tali che dopo “habemus papam” nessuno aveva sentito il nome prescelto. I cardinali sorridevano nel constatare quanto amore ci fosse ancora verso la Chiesa, l’unico che finora non aveva proprio mostrato alcuna gioia era proprio il pontefice Patrizio I.

Il Papa appariva pallido, con gli occhi arrossati, le vertigini e proprio quando stava per prendere la parola iniziò a tossire sangue, sotto gli occhi attoniti della piazza e degli stessi cardinali. 

Calò un religioso silenzio, in cui si sentivano solo i rantoli del pontefice appoggiato al balcone, che in ultimo sforzo si girò di scatto verso i prelati puntando loro il dito ed inveì con uno sguardo carico di rabbia:

– Tu mi hai ucciso! Tu hai ucciso me! –

Il pontefice cadde in ginocchio, sputando ancora sangue e farfugliando qualche parola, dopodiché rimase a terra morto.

I cardinali si fecero il segno della croce, qualcuno aveva le mani alla bocca, altri caddero in ginocchio vicino al corpo del pontefice; mentre fuori esplodeva la piazza tra paura, rabbia e dolore.

La domanda che ora molti si ponevano era: chi aveva ucciso Patrizio I?

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