Jeremy Coldwell ne era ora convinto: il Presidente degli Stati Uniti era compromesso.
La riunione di gabinetto urgente lo aveva preoccupato infatti, il Presidente non la convocava da due mesi; finora tutte le indicazioni erano arrivate attraverso il capo staff Norris Pole o il Vice Presidente Berkall.
L’ultima volta che aveva provato a richiedere un incontro col presidente, Pole gli aveva risposto: – Jeremy è inutile. Non può ricevere nessuno, si tratta di misure di sicurezza.–
– Norris per favore, ci sono dei dossier troppo caldi, la Dott.ssa Matsumoto mi ha contattato per dirmi che c’è un’importante scoperta della Fenice sulla salute della superficie del pianeta. Ho bisogno di parlare col Presidente! –
– È impossibile, parla col vicepresidente. –
Mentre si recava alla riunione incrociò il segretario alle Infrastrutture Joseph Quincy:
– Quincy! –
Il collega si voltò, era sulla settantina, gli occhiali sul naso e sempre con un plico di documenti sotto il braccio, uno dei membri più anziani del gabinetto.
– Jeremy! Sorpreso anche tu da questa improvvisa riunione? – chiese stringendogli la mano.
– In effetti sì, ma ho l’occasione di sottoporre i dossier più importanti all’attenzione del Presidente, dopo mesi.–
–Eh anche io. In particolare ricevo continue richieste di incontro da parte di un detective della Polizia.–
–Cos’hai fatto?– chiese ironico Jeremy
– Ah non prendermi in giro dai, questo detective insiste che ci sia una cospirazione. –
I due voltarono l’angolo e percorsero il corridoio che li avrebbe condotti al luogo della riunione.
– Una cospirazione? Addirittura?–
– Sì, pare ci siano state delle morti, a suo dire sospette tradirezioni dei principali servizi della città.–
Jeremy si bloccò e l’altro lo guardò perplesso:
– Non sembri affatto preoccupato da una cosa del genere.–
Quincy chiuse gli occhi e gli diede una pacca sul braccio: – Certo che mi preoccupo, ho chiesto alla Duchy di far aprire un’inchiesta dalla Homeland Security.–
–Non chiamarla Duchy in riunione, sai che si incazza.–
–Dovevi sentirla quando l’ho chiamata, mi ha asciugato.– disse il vecchio Quincy ridacchiando.
Giunsero alla sala riunioni, bussarono due volte e poi entrarono. All’interno erano già tutti presenti, mancava solo una persona: Il Presidente.
Il Vicepresidente Berkall si alzò dalla poltrona riservata al Presidente, alle sue spalle, sulla parete, stava il simbolo dell’aquila e le tredici stelle. I due segretari si accomodarono assieme ai loro colleghi e il vicepresidente diede lettura del documento che proiettò sui visori di ogni postazione.
Jeremy sgranò gli occhi, mentre Berkall leggeva ad alta voce il testo della sezione 4 del XXV emendamento:
Al Presidente pro tempore del Senato degli Stati Uniti
Al Presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti
Noi sottoscritti, il Vicepresidente degli Stati Uniti d’America e la maggioranza dei principali responsabili dei Dipartimenti dell’Esecutivo federale, nell’esercizio delle prerogative conferiteci dalla Sezione 4 del Venticinquesimo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti d’America,
DICHIARIAMO FORMALMENTE
che il Presidente degli Stati Uniti d’America si trova attualmente nell’impossibilità di esercitare i poteri e di adempiere ai doveri inerenti alla carica presidenziale.
Pertanto, in conformità alle disposizioni della Costituzione degli Stati Uniti d’America, il Vicepresidente assume immediatamente i poteri e le funzioni dell’Ufficio del Presidente degli Stati Uniti, in qualità di Presidente facente funzioni degli Stati Uniti d’America.
Quando terminò la lettura il silenzio cadde in sala e fu Jeremy il primo a prendere la parola:
– Signor Vicepresidente da dove viene questa? Come è stato stabilito che il Presidente è incapace di esercitare le sue funzioni? –
– Jeremy… – lo interruppe Berkall prima che potesse proseguire: – Il Presidente è in coma, non sappiamo se e quando si riprenderà. –
Tutti i presenti guardarono il Vicepresidente attoniti.
– Il nostro Presidente è in coma?– chiese sconcertata la segretaria agli interni Duchess.
–Temo di sì.–
–Da quanto tempo e chi lo sapeva?–
– Io, la direttrice della CIA, il capo staff del Presidente, il Segretario alla Difesa, il Segretario di Stato, il Capo di stato Maggiore, il medico personale del Presidente e ora voi.–
– Il congresso non sa nulla?–
– Se lo avessero saputo prima di voi, mi avreste maledetto tutta settimana.–
Jeremy scosse la testa e chiese: – Thomas te da quanto lo sapevi e cosa ha il Presidente?–
Il Vicepresidente non rispose, digitò un codice alla tastiera digitale della sua postazione e il testo della lettera scomparve, rimpiazzato da una completa e recente analisi della salute del Presidente.
–Come sapete i Presidenti devono monitorare lo stato della loro salute grazie a un chip impiantato al momento del giuramento. Osservate! –
Berkall avvicinò la mano al proiettore e lentamente la ruotò in senso orario, così che la lettura dello stato proseguì di giorni, mesi e anni. Fino al 10 gennaio non c’erano state modifiche significative, ma dall’11 il quadro era progressivamente degenerato senza apparente ragione e da qui al 10 marzo il Presidente era passato da un coma indotto a uno naturale.
– Ma come è possibile?– proruppe Quincy
– Sembra che il Presidente fosse affetto da una malattia degenerativa latente, probabilmente ereditaria, che potrebbe essersi attivata in seguito a fattori che i medici non sono riusciti a individuare.–
–Signor Vicepresidente perché il resto del gabinetto è stato messo al corrente solo ora delle condizioni del Presidente?– chiese visibilmente contrariato il segretario al Tesoro Dolge.
–Sicurezza Nazionale.–
–Per il suo stesso gabinetto?– ripetè Jeremy perplesso.
– Non siamo più in un paese sicuro.–
Tutti si guardarono con aria interrogativa.
– Vi saranno date presto informazioni su questo ambito, nel frattempo vi chiedo di formalizzare il documento per comunicarlo al Congresso.–
Jeremy in principio esitò, il Vicepresidente gli era parso troppo sbrigativo, ma ora come ora occorreva avere un governo al lavoro, con un leader.
–Io…– disse Berkall prima di congedarli –So che tutto questo è troppo da assorbire in una volta, non c’era una maniera migliore per dirvelo. I prossimi giorni saranno importanti per l’amministrazione e spero di poter confidare nella collaborazione di tutti.–
Uscì dalla riunione ancora scosso, davvero una malattia poteva agire così rapidamente? Sentiva che qualcosa non andava, rientrato in ufficio, Quentin il suo assistente virtuale stava già elencando le chiamate ricevute e gli altri appuntamenti in agenda, ma Jeremy pareva assente e Quentin allora si modellò a sfera e cominciò a roteare attorno a Jeremy, ripetendo a cantilena “Sono la tua Terra e tu il mio Sole, accetti la chiamata?”
-Oooh ho capito, sto pensando! –
– Mi perdoni segretario, ma a volte si incanta e non riesco a capire se mi ascolta.–
–Certo che ti ascolto, so fare più cose allo stesso tempo, sai?–
Quentin non rispose, aveva imparato che Jeremy usava ogni tanto queste “domande retoriche” non tanto per avere una risposta.
Jeremy capì cosa doveva fare e chiese: –Quentin che limitazioni hai tu?–
–Ad eccezione di quelle fisiche e di uso della forza posso fare praticamente tutto.–
–Puoi accedere a informazioni riservate?–
–Posso farlo, ma questo presuppone che ogni informazione a cui avrò accesso sarà segnalata.–
–Mmm, ho bisogno che tu non sia tracciato.–
– In questo caso le sconsiglio di avvalersi di me, mi potrebbe essere richieste informazioni aggiuntive che potrebbero attirare l’attenzione su di lei, se si tratta di cose illegali.–
–Non si tratta di cose illegali, almeno non credo, ho una strana sensazione…come di un pericolo imminente e sento di essere solo.–








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